Lunedi, 22 Luglio, 2019

Palermo-Udinese, De Zerbi: Zamparini è il capo ma alla fine decido io

Duvàn Zapata calcia il rigore del 3-1. Fonte Duvàn Zapata calcia il rigore del 3-1. Fonte
Cacciopini Corbiniano | 27 Ottobre, 2016, 10:15

"Se poi cambierà idea non lo so, ma oggi mi serve convinzione da tutti e la società me la dà". Gli effetti benefici di una vittoria, che in casa tarda ancora ad arrivare con ben quattro sconfitte consecutive record negativo dei rosa nella massima serie, o quantomeno un pari porterebbe infatti giovamento non solo al rapporto di stima reciproco esistente fra De Zerbi e Zamparini ma sopratutto ad un gruppo di giovani che, mai come quest'anno, necessita della calorosa spinta che solo il pubblico di Palermo è in grado di fornire. "Chi mi conosce - ha detto De Zerbi - sa che io ho un'unica faccia". Quando fai l'allenatore devi avere un'idea in testa e bisogna portarla avanti. I Pozzo? Loro vivono all'interno della società e stanno sempre in sede. Nel mondo di oggi c'è la globalizzazione e anche degli investimenti. "Mi pesa più la sconfitta contro la Roma rispetto a quella contro il Torino, perché contro i giallorossi non abbiamo offerto un certo tipo di gioco". "Cerco di guardare che rosa ho, portando principi".

"Non mi cambia molto, voglio che la mia squadra dia il meglio". Gara particolare per Zamparini, friulano di nascita, queste le dichiarazioni del patron rosanero al Cds: "E' una gara come le altre, non mi ha mai eccitato". So che nel calcio l'unico valore che conta è il risultato, ma il problema è la strada per arrivarci. Serve organizzazione, il bel gioco significa anche sapersi difendere. Col Torino, ad esempio, non abbiamo fatto una partita perfetta.

Zamparini ha anche parlato dei recenti precedenti e della situazione attuale della squadra: "Il successo dello scorso anno fu provvidenziale e anche un po' fortunato".

Sulla formazione di domani: "Probabilmente cambieremo qualcosa nell'assetto e nella composizione bisogna capire anche le caratteristiche fisiche".

Ancora panchina, invece, per Quaison: "Può essere che mettiamo un altro attaccante o punta esterna, facendo qualche modifica. Potrei venire qui a dire che la squadra è stato costruita con altre caratteristiche o che ci sono giocatori infortunati, ma significherebbe piangere". Io sono questo e questo è il mio calcio. A Genova però ho sbagliato davvero e l'ho riconosciuto subito, ho detto ai miei collaboratori che ho fatto una stronzata. È il calciatore che corre di più ed è molto generoso.

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