Martedì, 25 Giugno, 2019

Decreto fiscale, Equitalia diventa Agenzia-Riscossione

Equitalia lascia il posto all’ Agenzia delle Entrate Riscossione che avrà più poteri. E le cartelle già notificate Decreto fiscale, Equitalia diventa Agenzia-Riscossione
Esposti Saturniano | 26 Ottobre, 2016, 23:18

Perché il tentativo di far rientrare nel perimetro dell'amministrazione pubblica dipendenti non assunti tramite concorso potrebbe essere incompatibile con la Costituzione e, in particolare, con l'articolo 97: "Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge". Renzi precisa anche che nel decreto fiscale non c'è "condono ma si dice che non si pagano gli interessi che sono stati aumentati talvolta al doppio o al triplo in modo scandaloso". Equitalia sarà sciolta e a partire dal primo luglio 2017 al suo posto sarà istituito un ente pubblico economico, denominato "Agenzia delle entrate - Riscossione", sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Mef, il ministero dell'Economia e delle finanze. Lo statuto, si specifica nel testo del decreto, "disciplina le funzioni e le competenze degli organi e indica le entrate dell'ente". Dal momento dell'attivazione del nuovo ente, difatti, il comitato di gestione che ad Agenzia delle Entrate Riscossione sarà assegnato, avrà l'obbligo di definire un piano di razionalizzazione per la riduzione dei costi di gestione del personale.

I sindacati si sono lamentati di questa verifica delle competenze.

Intanto, la categoria, dopo che si è vista annullare uno sciopero nazionale dalla commissione di garanzia, continua l'agitazione.

Tuttavia c'è la possibilità, neppure troppo remota, che il nuovo organismo sia persino più forte e coattivo della stessa Equitalia. Altro punto critico riguarda Equitalia giustizia: le sue azioni saranno cedute a titolo gratuito al ministero dell'Economia, ma se la cessione avverrà prima del 1 luglio 2017, il passaggio dei dipendenti non appare più automatico.

Multe escluse dalla rottamazione. È la convinzione della rappresentanza sindacale unitaria di Equitalia Venezia (FIRST/CISL FISAC/CGIL UILCA/UIL), secondo cui "gli interessi di mora e le sanzioni non sono frutto della filosofia di Equitalia, ma sono sabilite da leggi dello Stato e da questo incamerate". Pare infatti che anche le multe che dovevano essere riscosse nel quindicennio 2000-2015 saranno "rottamabili" con le regole delle cartelle esattoriali.

Nel decreto che di fatto annulla Equitalia così come conosciuta fino ad oggi arriva anche la rottamazione delle cartelle, Iva e multe comprese, evidentemente superati gli intoppi legati alla natura europea dell'imposta sul valore aggiunto e al rapporto con gli enti locali che gestiscono le sanzioni al codice della strada. La voluntary disclosure non fa sconti al "nero" nascosto sotto il materasso e Equitalia cambia nome e forse sostanza, passando sotto la diretta supervisione del Presidente del Consiglio. Le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016. Nel testo definitivo del decreto non si parla più di aliquota fissa (cioè non progressiva in base al reddito del contribuente) al 35 per cento, una misura che era stata molto criticata nei giorni precedenti con l'accusa che il governo volesse avvantaggiare gli evasori più ricchi.

Dal 2017, come prevede il decreto, la trasmissione dei dati Iva diventa trimestrale. Chi aderirà a questa "rottamazione" delle cartelle - entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge - potrà pagare in un'unica soluzione o in quattro rate: in questo caso, la terza rata deve essere versata entro il 15 dicembre 2017 e la quarta entro il 15 marzo 2018.

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