Martedì, 12 Dicembre, 2017

Alta velocità e lotto A3, 21 arresti per corruzione

Grandi opere 21 arresti per corruzione negli appalti Alta velocità e lotto A3, 21 arresti per corruzione
Acerboni Ferdinando | 26 Ottobre, 2016, 14:02

Tra gli arrestati Michele Longo e Ettore Pagani, presidente e vicepersidente di Cociv, la concessionaria impegnata sul Terzo valico ferroviario tra Genova e Milano.

Decine di arresti in tutta Italia per corruzione in due distinte inchieste sulle Grandi Opere e sul Terzo Valico ferroviario. Ricostruiti i presunti comportamenti illeciti di un'organizzazione capeggiata da un uomo che ha diretto i lavori per le tre opere fino al 2015 e dal suo socio, un imprenditore calabrese del ramo delle costruzioni stradali. I due, sempre secondo i pm, si avvalevano del contributo di altre nove persone, tra cui anche alcuni funzionari del consorzio Covic.

Il problema corruzione torna dunque a far parlare di sé, soprattutto in relazione alle Grandi Opere. Si sviluppa lungo 53 chilometri, di cui 37 in galleria.

Gli investigatori ipotizzano "condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto" nei lavori di una tratta della Tav Milano-Genova, del 6° Macrolotto dell'A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa, l'impianto a fune che mette in collegamento l'aeroporto Galileo Galilei con la stazione centrale della città.

In pratica l'indagine di Genova e quella della procura di Roma (che parte dalle indagini su Mafia Capitale) nei mesi scorsi si sono intersecate. A questi vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione, concussione e turbativa d'asta.

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, convenzionalmente denominata "Amalgama", ipotizza un'associazione per delinquere finalizzata al compimento di condotte corruttive per l'ottenimento di contratti di subappalto nell'ambito dei lavori per la realizzazione di varie opere pubbliche. In particolare, dall'attività investigativa è emerso che in occasione dello svolgimento delle gare indette dal General Contractor, alcuni dirigenti preposti allo svolgimento delle stesse, per pilotare l'assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte "anomale" divenissero regolari in violazione ai principi della "par condicio" e, in altri, si sono avvalsi della compiacenza di concorrenti di comodo, in realtà non interessati all'aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l'assegnazione all'unico concorrente interessato. Inoltre in almeno una circostanza la turbativa d'asta è stata accompagnata dal versamento di denaro.

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