Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Sgomberati i migranti della giungla di Calais

Campo profughi di Calais Media candidato presidente francese propone di spostare il confine con la Gran Bretagna
Evangelisti Maggiorino | 25 Ottobre, 2016, 23:45

In effetti le leggi del Regno Unito impongono al governo di trasferire nel paese anche i minori non accompagnati che si trovano in situazione di rischio.

I migranti verranno distribuiti nei centri di accoglienza di 11 regioni.

Alla sera del secondo giorno di evacuazione, dalla "giungla" di Calais nel nord della Francia sono già usciti 4000 profughi, un risultato insperato. Al momento, secondo quanto detto dal Ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, pare che dopo gli scontri della nottata precedente, tutta l'operazione si stia svolgendo in modo tranquillo.

I bambini soli saranno ospitati in un container/dormitorio riscaldato sotto la sorveglianza di France terre d'asile, associazione che si occupa della cura e dell'integrazione dei migranti.

Preceduta da giornate e notti di tensione palpabile, l'evacuazione di centinaia di migranti dalla "giungla" di Calais è iniziata questa mattina in un clima di relativa calma. Alle 6.15, in questo freddo ed uggioso autunno francese, sono arrivati i primi pullman. Il Governo ci ha tenuto a sottolineare che si tratta di un'operazione umanitaria, fatta per chiudere la più grande baraccopoli francese nata 18 mesi prima e abitata da migranti che sognavano di passare la Manica e di entrare poi nel Regno Unito.

"Durante lo sgombero, MSF continuerà ad assistere e informare i minori che ha seguito nel campo negli ultimi mesi, veglierà affinché i pazienti più vulnerabili possano essere evacuati in via prioritaria e si è resa disponibile a supportare il sistema sanitario pubblico se necessario" si precisa. Quanto a coloro che sono ancora nella Giungla, domani si ricomincia dalle 8 alle 20. A Loubeyrat, nel dipartimento del Puy-de-Dome, il centro di accoglienza è stato addirittura dato alle fiamme.

Un altro incendio si è sprigionato nel campo Moria, una struttura per richiedenti asilo gestita da personale UE sull'isola greca di Lesbo, nel mar Egeo.

Come era prevedibile, intanto, i residenti dei comuni che dovranno accoglierli hanno protestato contro l'arrivo degli sfollati, in particolare a Allex, Saint-Denis-de Cabanne, San Brevin. Questi episodi sono così la dimostrazione di come l'attuale assetto politico-comunicativo viva sì in una società che ha disintegrato ideologie, classi e mediatori politici, ma che nel fare questo ha anche slegato le mani al vasto numero di individui arrabbiati e incontrollabili che ha prodotto; persone che non sono pericolose solo finché non violente e non organizzate.

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