Venerdì, 13 Dicembre, 2019

Pensione anticipata nel 2017: ecco chi può e cosa deve fare

Giuliano Poletti Giuliano Poletti
Esposti Saturniano | 25 Ottobre, 2016, 23:24

Oggi la pensione di vecchiaia richiede 20 anni di contributi e almeno 65 anni e 7 mesi di età se si è stata lavoratici dipendenti nel settore privato. L'assegno passerà da 336 a 437 euro per chi ha fino a 15 anni di contributi, da 420 a 546 euro per chi ha fino 25 anni di contributi e da 504 e 655 euro per chi ha più di 25 anni di versamenti effettuati. La riforma delle pensioni terrà conto, secondo il Ministro Poletti sia del tipo di attività svolta dal lavoratore che della conseguente speranza di vita che ovviamente non può essere uguale per tutti.

Passiamo ora ai numeri dei "pensionandi" del 2017.

L'anticipo pensionistico APE può essere utilizzato anche dai lavoratori part-time, che possono quindi ridurre l'importo del trattamento, rendendolo un'integrazione allo stipendio a tempo parziale.

Il flusso delle uscite anticipate assorbirà anche i nuovi pensionamenti resi possibili dai cumuli gratuiti di tutti i contributi previdenziali non coincidenti maturati in gestioni pensionistiche diverse. "Il pacchetto previdenza, infatti, reintroduce un po' di equità nel sistema dopo anni di interventi volti a fare cassa sulle spalle dei lavoratori e pensionati". Pensione anticipata per i precoci A partire dal 2017 potranno uscire prima dal lavoro anche i "precoci", ovvero i cittadini che hanno iniziato a lavorare ad età molto basse e hanno quindi maturato molti anni di contributi prima degli altri lavoratori. Si tratta dei paletti posti dalla riforma Fornero. Queste norme aprono la strada per l'assegno Inps a circa 25mila persone l'anno. Il Governo ha cercato di contenere i rischi di "sfondamento" dei requisiti anagrafici, ma l'introduzione di nuovi elementi da assumere come parametri di ammissibilità per l'accesso all'Ape social (la precocità dell'accesso al lavoro, l'assegnazione non solo a mansioni usuranti ma anche gravose, un concetto difficilmente delimitabile, il lavoro di cura) diventeranno una sorta di Linea Maginot facilmente aggirabile, in Parlamento e successivamente dalle corporazioni organizzate.

L'Ape volontaria mentre si lavora rappresenta per i lavoratori una ulteriore possibilità che si aggiunge al part-time agevolato che permette al lavoratore prossimo alla pensione di stipulare un contratto di lavoro a tempo parziale "agevolato" perchè nonostante la riduzione dell'orario di lavoro viene erogata una somma mensile piena corrispondente alla contribuzione previdenziale prevista per il tempo pieno.

Ci sono poi, come è noto, altre due forme di anticipo pensionistico: l'APE aziendale, che riguarda pensionamento anticipati stabiliti nell'ambito di ristrutturazioni aziendali, e che è a carico dell'impresa, e l'APE sociale, che è invece pagato dallo stato, ed è destinato a disoccupati senza ammortizzatori sociali, lavoratori con invalidità superiore al 74%, soggetti dediti all'assistenza di congiunto con handicap grave. Siccome dall'estensione sono rimaste escluse le lavoratrici nate nell'ultimo trimestre degli anni 1957 o 1958, potrebbe arrivare per loro un allungamento dei termini a fronte dei risparmi effettuati rispetto alle previsioni di spesa per l'anno in corso.

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