Giovedi, 19 Settembre, 2019

Guida ristoranti Gambero Rosso, "La Madia" di Pino Cuttaia conquista "Tre forchette"

Guida ristoranti Gambero Rosso, Guida ristoranti Gambero Rosso, "La Madia" di Pino Cuttaia conquista "Tre forchette"
Machelli Zaccheo | 25 Ottobre, 2016, 19:43

Villa Crespi è tra i 29 migliori ristoranti d'Italia secondo Gambero Rosso.

La guida Ristoranti d'Italia 2017 fotografa una cucina complessa e variegata, di anno in anno più difficile da racchiudere in categorie chiuse quanto ricca di stimoli, talenti, idee come solida nelle sue radici.

La guida del Gambero Rosso è composta da 704 pagine e contiente 2420 indirizzi, quasi 300 nuovi ingressi, 20 cartine, una per regione, con l'indicazione immediata del "meglio" di ognuna. La leadership firmata Gambero Rosso è dunque in condominio solo con l'intramontabile tedesco Heinz Beck (La Pergola dell'Hotel Rome Cavalieri) al contrario del verdetto delle guida del Gruppo Espresso presentata alla Stazione Leopolda con il quale Massimo Bottura (Osteria Francescana), primo chef al mondo (Ndr The World's 50 Best Restaurants), si è visto affiancare dai colleghi de Le Calandre, di Piazza Duomo, del Reale Casadonna e Uliassi. Massimo Bottura, però, vince nella classifica della migliore cucina con un punteggio di 57/60. L'ultima new entry è in una terra che alla cucina creativa sta dando molto: l'Alto Adige e precisamente a San Cassiano, in provincia di Bolzano. La Guida, come ogni anno, stila poi la classifica delle migliori trattorie, wine bar, birrerie e ristoranti etnici, i cui "campioni" sono indicati rispettivamente come Tre Gamberi, tre Bottiglie, Tre Boccali, Tre Mappapondi. Ed ecco dunque i premi fra gli altri al "Consorzio" di Torino; a La "Brinca" di Ne in provincia di Genova; alla "Madia" di Brione (Brescia); all'"Osteria Bottega" di Bologna; al "Capanno" di Spoleto; a "Sora Maria e Arcangelo" di Olevano Romano che vale un viaggio da Roma; la "Vecchia Marina" di Roseto degli Abruzzi; "Angiolina" di Pisciotta in provincia di Salerno; "Antichi Sapori" di Andria; La "Locandiera" di Tischi Toschi a Taormina.

E ancora, i premi speciali: Bistrot dell'anno al Carroponte (Bergamo); Miglior servizio di sala a La Ciau del Tornavento (Treviso, Cuneo); Miglior servizio di sala in albergo a la Stua de Michil dell'Hotel La Perla (Corvara in Badia, Bolzano); Miglior pane in tavola a Da Caino (Montemerano, Grosseto); Pastry chef dell'anno ad Andrea Tortora del St. Hubertus dell'Hotel Rosa Alpina (San Cassiano, Bolzano). Ben 21, da Nord a Sud, le tavole con il miglior rapporto qualità/prezzo. Si va da La Clusaz in Valle d'Aosta alla Locanda dei buoni e dei cattivi di Cagliari.

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