Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

Caritas: in Italia i giovani sono più poveri degli anziani

Caritas: in Italia i giovani sono più poveri degli anziani Caritas: in Italia i giovani sono più poveri degli anziani
Esposti Saturniano | 25 Ottobre, 2016, 18:54

Dal 2008 ad oggi, sottolinea il Rapporto, "nel Meridione, sono andati persi 576mila posti di lavoro, pari al 70% delle perdite di tutta Italia; i livelli occupazionali risultano i più bassi registrati dal 1977 (5,8 milioni unità)". In Italia vi sono 1 milione e 582 mila famiglie povere per un totale di quasi 4,6 milioni di individui. I centri Caritas sono 1.649, dislocati su 173 diocesi.

Non sono più gli anziani il segmento a maggior rischio di povertà assoluta, ma i minori, seguiti dai giovani.

Un dato ancor più allarmante e figlio dei tempi è che la povertà dilaga più tra i giovani che tra gli anziani con "un'inversione di tendenza rispetto al passato".

Chi sono i poveri? In Italia non più. Il 2015 viene qui definito, infatti, "l'annus horribilis" per i movimenti migratori, non solo "per l'elevato numero di rifugiati, sfollati e morti" ma anche "per l'incredibile debolezza ed egoismo" di alcuni paesi europei nell'affrontare l'emergenza umanitaria. L'età media delle persone che si sono rivolte ai Centri Caritas è 44 anni.

Secondo il Rapporto la soluzione al problema sarebbe da ricercare in un Piano Pluriennale di contrasto alla povertà che contempli un progressivo incremento degli stanziamenti atti a raggiungere tutte le fasce sociali bisognose.

Non a caso quest'anno la Caritas battezza il proprio rapporto "vasi comunicanti". È netto, anche per questi casi, il peggioramento rispetto al periodo precedente alla crisi (si è passati da un'incidenza del 7 al 19,8 per cento). Seguono le situazioni di precarietà o inadeguatezza abitativa e di sovraffollamento. Una gravissima forma di povertà, dalla quale l'Italia non riesce ad uscire e accedere così a quei servizi di primaria importanza, atti a dare dignità ad ogni essere umano. "Al di sotto della media, invece, il livello di disagio delle famiglie di ritirati dal lavoro". Nel 2015 la povertà assoluta è ulteriormente cresciuta, 4 milioni e mezzo di persone in totale. "Oggi i dati Istat descrivono una povertà che potrebbe definirsi inversamente proporzionale all'età - spiega la Caritas -, che tende a diminuire all'aumentare di quest'ultima". E' arrivata l'ora di fermare questo inaridimento ed impoverimento che sta invadendo il nostro Paese, cominciando dai giovani appena usciti da scuole ed università. "In tali situazioni la presenza di un reddito da pensione e della proprietà del bene casa (spesso anche di cattiva qualità commerciale) non pone gli ultra-sessantacinquenni - rileva la Caritas - al riparo da situazioni di indigenza e di esclusione sociale". Questa situazione è causata dalla "persistente crisi del lavoro", che ha "penalizzato (o meglio, sta ancora penalizzando) soprattutto giovanie giovanissimi in cerca di una prima/nuova occupa-zione e gli adulti rimasti senza un impiego".

Il report consegna anche un'altra allarmante novità. Le situazioni più difficili, come di consueto, si registrano nel Mezzogiorno e più precisamente, nei nuclei familiari composti da due o più figlia minori, nelle famiglie in cui il capofamiglia è in cerca di occupazioni e nelle famiglie di stranieri.

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