Domenica, 21 Luglio, 2019

Di Maio: Rimandare legge su stipendi significa tenersi il malloppo

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Evangelisti Maggiorino | 25 Ottobre, 2016, 16:56

Non viene invece intaccata la diaria, ovvero il compenso che i parlamentari ricevono per prendere parte ai lavori d'Aula, si tratta di circa 250 euro a seduta per un totale di 3.500 euro al mese. Di Maio ha il 37% delle presenze. Certo, visto che la proposta di legge è stata avanzata nel 2014 e che è rimasta a lungo in Commissione Affari Istituzionali è difficile credere che il Presidente del Consiglio sia davvero intenzionato a dare seguito alle sue dichiarazioni.

Grazie a una campagna di informazione molto intensa questa proposta è stata divulgata sul web e per questo motivo sono molti i cittadini che si augurano che nella giornata di domani la proposta venga accolta in modo tale da risolvere un problema denunciato da decine di importanti politici negli anni ma che poi non è mai stata presa in considerazione rivelandosi pura propaganda. Renzi vuole ridurre gli stipendi dei parlamentari in base alle assenze?

"Non si spiega perche' in realta' io ho solo il 12% di assenze, il resto ovviamente, io sono un vicepresidente della Camera, quando non voto, mi trovo o a presiedere o a svolgere un'altra serie di funzioni che mi vedono in missione".

Il referendum sulla riforma della Costituzione del prossimo 4 dicembre si arricchisce di una grande occasione di confronto sulle ragioni del No. Il Movimento 5 Stelle di Andria ospiterà il 28 ottobre il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio. "Di Maio e Di Battista prendono il doppio di quello che prendo io come presidente del Consiglio". Sarebbe forse più utile a questo punto legare l'indennità non tanto alle presenze alle votazioni ma all'indice di produttività dei parlamentari, sistema di valutazione più complesso che tiene conto anche del lavoro in Commissione, alla presentazione di emendamenti o proposte di legge. Gli americani hanno sempre saputo che per tenere buona l'Italia bastava far parlare Silvio Berlusconi al Congresso e ora basta portare a cena Renzi che poi obbedisce sul Ttip, sui militari al fronte con la Russia. La mera presenza in aula per votare non richiede dopo tutto in grandissimo sforzo, lavorare sui progetti di legge o su altri aspetti necessari al funzionamento della macchina parlamentare invece è un compito decisamente più impegnativo. Rimandarla in commissione significherebbe tenersi tutto il malloppo.

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