Giovedi, 21 Novembre, 2019

Commercio: Calenda, con no Vallonia a Ceta Ue ostaggio piccolo Parlamento

La galassia delle multinazionali che hanno avuto più contatti con la Commissione Europea durante le primi fasi di negoziazione del TTIP La galassia delle multinazionali che hanno avuto più contatti con la Commissione Europea durante le primi fasi di negoziazione del TTIP
Evangelisti Maggiorino | 23 Ottobre, 2016, 04:06

Non vedo problemi che non si possano risolvere.

EUobserver riferisce che il Belgio ha tempo fino alla fine del summit di due giorni per dare la sua autorizzazione, ma il leader regionale della Vallonia, Jean Magnette, ha respinto tale termine, dicendo "non saremo in grado di firmare prima di Venerdì" e denunciando apertamente di aver ricevuto "pressioni".

Sul Ceta, l'accordo di libero scambio euro-canadese, il Belgio francofono conferma il no. Il ministro presidente della Vallonia Paul Magnette lo ha ribadito al presidente dell'europarlamento Martin Schultz, ma i negoziati continuano e il vertice euro-canadese di giovedì per la firma dell'accordo non è stato ancora annullato. Quindi, ha spiegato, anche sulla applicazione provvisoria degli aspetti che riguardano solo l'Ue, in attesa delle ratifiche nazionali, "è nata tutta una serie di riserve per lo più formali che però non cambiano la sostanza". Ma come si è arrivati al Ceta e perché viene contestato?

Il Ceta, l'accordo di libero scambio tra UE e Canada, sul quale le trattative vanno avanti da ben sette anni, non sembra destinato a vedere la luce, almeno non nei tempi previsti. Per l'approvazione definitiva serve la ratifica dei singoli governi dei paesi membri dell'Ue e del parlamento europeo.

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