Mercoledì, 17 Luglio, 2019

Morte parto a Catania, 12 medici indagati. Procura: atto dovuto

Machelli Zaccheo | 23 Ottobre, 2016, 04:02

La Procura ha parlato di un atto dovuto dopo la denuncia dei familiari della donna che nella loro ricostruzione dei fatti hanno riferito di un medico che si sarebbe rifiutato di estrarre i due feti, quando sono entrati in crisi respiratoria, perchè obiettore di coscienza. Ha dei collassi e dolori lancinanti. I parenti della donna chiedono chiarezza sulla causa della morte - che secondo la versione dell'ospedale, sarebbe avvenuta per complicanze di un'emorragia causata da un' infezione - e sostengono, in un esposto presentato alla Procura, che il medico ospedaliero abbia dichiarato in quanto obiettore di coscienza che "fino a quando i bambini sono vivi non intervengo", comportandosi di conseguenza. Domenica 16 ottobre la notizia della morte. Questa la denuncia che deve però ora essere verificata. La paziente era stata ricoverata il 29 settembre, dopo l'induzione di una gravidanza con la procreazione assistita, per minaccia di doppio parto abortivo. Dal 15 ottobre mattina la situazione precipita. Lo stesso giorno è previsto sia eseguito l'esame medico legale nell'obitorio dell'ospedale Cannizzaro. Il dato che emerge è elevato - ricostruisce Scollo - e nel frattempo, alle 23.30, avviene il primo parto spontaneo. Ma per questo occorrono un'analisi attenta della cartella clinica e l'esito dell'autopsia.

La Procura di Catania ha comunque iscritto nel registro degli indagati 12 medici (in servizio durante il decesso della donna) del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Cannizzaro come "atto dovuto", ipotizzando il reato di omicidio colposo plurimo.

"Nella nostra struttura - specifica il primario - c'è un sistema che permette di intervenire per l'interruzione volontaria di gravidanza, che è programmabile".

In casi come questi le opinioni si dividono dolorosamente e sulla ribalta si assiste a disquisizioni come quella di chi dovesse essere salvato - madre e/o figli - a discapito degli altri, come se la legge e il diritto delle donne di fruirne non ci fosse e non vi fosse tutta una letteratura su casi e situazioni del genere.

Altre Notizie