Sabato, 20 Luglio, 2019

Facebook: nei guai per le cause relative al revenge porn?

Facebook: nei guai per le cause relative al revenge porn? Facebook: nei guai per le cause relative al revenge porn?
Acerboni Ferdinando | 21 Ottobre, 2016, 09:31

In questo frangente Facebook sta rischiando veramente grosso: una ragazzina di 14 anni ha citato in giudizio Facebook per la illecita diffusione sul social network di immagini che la riprendono nuda, comparse a più riprese sulla nota piattaforma di condivisione. Il Guardian cita naturalmente la vicenda della 31enne di Napoli suicida dopo per le conseguenze che aveva avuto sulla sua vita la pubblicazione e diffusione online - iniziata nella primavera del 2015 - di alcuni video privati che aveva girato durante rapporti sessuali con un uomo.

Il mese scorso un giudice della corte suprema di Belfast ha respinto il tentativo di Facebook di evitare il tribunale per il caso di una ragazza di 14 anni che aveva visto la sua foto comparire più volte tra novembre 2014 e gennaio 2016 in una pagina sul social.

Il caso ha già spinto altre vittime di simili estorsioni ad informarsi sulla possibilità di fare causa al colosso americano, riferisce l'avvocato Paul Tweed al Guardian - il sito che ha pubblicato la notizia. Gli avvocati si sono appellati al fatto che Facebook può prevenire la ripubblicazione di una foto attraverso un sistema di tracciamento di identificazione dell'immagine. Sì, cancella le foto dopo le segnalazioni; ma quante persone hanno visto e scaricato quella foto, prima che qualcuno la segnali? La sentenza riguarda un caso del cosiddetto "porn revenge", cioè la disguistosa e vigliacca abitudine di vendicarsi di qualcuno postando foto di nudo della persona che si vuole aggredire. "In futuro potrebbe diventare un problema serio per i social". "Dovrebbero impegnarsi con più energia", sottolinea John Carr, un'autorità nel Regno Unito in materia di relazioni tra bambini e internet.

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