Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Partite IVA e flat Tax: come funziona l'Imposta sul Reddito d'Impresa (IRI)

Cosa cambia per partite Iva con nuova legge di bilancio e Iri abbassata dal 25,7 al 24% le ultime novità e convenienza Cosa cambia per partite Iva con nuova legge di bilancio e Iri abbassata dal 25,7 al 24% le ultime novità e convenienza
Esposti Saturniano | 20 Ottobre, 2016, 02:40

Con la legge di Bilancio del 2017 verrà introdotta l'Iri - Imposta sul reddito dell'imprenditore - una nuova tassa fissa al 24% per le ditte individuali o società di persone.

In sostanza stiamo parlando di una forma di tassazione agevolata inserita nella Legge di Bilancio 2017 nella quale si legge la possibilità di optare per una tassazione flat (fissa) al 24% senza entrare nel gorgo degli scaglioni progressivi. Inoltre, il tributo sarà applicato sul reddito decurtato di quanto prelevato dall'imprenditore individuale o dai soci. Stesso discorso vale anche non per chi ha redditi d'impresa, ma anche per lavoratori dipendenti soci nella Sas o commercianti che hanno immobili locati, anche se in quest'ultimo caso dovrebbero essere fatte poi ulteriori riflessioni nel caso in cui si decide di applicare la cedolare secca per gli immobili da dare in locazione. Il reddito di impresa sarà quindi soggetto a due tassazioni differenti: una ridotta sul reddito prelevato dall'imprenditore ed una fissa a titolo di Irpef.

Scopo dell'Iri è quello di consentire soprattutto ad artigiani e commercianti che lasciano il reddito in azienda senza distribuirlo di scontare una tassazione piatta, ossia proporzionale al 24% e non con l'aliquota progressiva Irpef come accade attualmente.

Sono gli esempi principali presi in esame dal Sole 24 Ore nel numero Norme e Tributi di oggi, per capire quale impatto avrà l'aliquota unica 'flat' del 24% sulle imprese italiane, sempre che la proposta superi gli cogli dell'iter parlamentare che inizia questa settimana.

Ovviamente l'analisi delle opportunità sono da comparare con le esigenze individuali e l'apporto professionale tecnico del proprio commercialista. Chi resta alla tassazione ordinaria paga in genere aliquote più alte, perché anche chi ricade nel primo scaglione Irpef (23%) deve spesso aggiungere l'addizionale comunale e regionale, con un'incidenza media intorno al 2% e punte molto più elevate in alcune zone: a Roma, ad esempio, l'Irpef comunale è allo 0,9% (con esenzione per redditi fino a 12mila euro), mentre quella regionale al l'1,73% fino a 15mila euro e al 3,33% per importi superiori. L'Iri, infatti, è riservata solo a chi esercita attività d'impresa in contabilità ordinaria.

Insomma, in sintesti chi dovesse prelevare un importo importante degli utili per impiego personale - è il caso soprattutto degli imprenditori individuali che vivono del proprio lavoro - "potrebbe avere una scarsa convenienza a scegliere l'Iri, proprio perché gran parte del reddito cadrebbe comunque nella tassazione ordinaria". Per cui, se l'azienda ha optato per la contabilità semplificata dovrebbe rinunciare a tale vantaggio in termini di adempimenti e di tenuta dei registri per poter accedere alla tassazione flat.

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