Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Unesco, adottata la risoluzione su Gerusalemme: indignazione di Israele

Unesco approva testo su Gerusalemme Est Unesco adotta risoluzione su Gerusalemme Est, ira Israele
Evangelisti Maggiorino | 20 Ottobre, 2016, 02:14

Il Consiglio esecutivo dell'Unesco ha dato il suo assenso alla risoluzione sulla conservazione del patrimonio culturale e religioso di Gerusalemme Est. "Questa risoluzione - ha aggiunto - che tratta in modo fuorviante anche l'identità di alcuni siti di Hevron e Betlemme, è un insulto all'intelligenza, alla decenza, alle battaglie che tante persone e Istituzioni responsabili e di buona volontà combattono ogni giorno per contrastare i professionisti dell'odio e della menzogna".

La risoluzione è passata con 24 voti favorevoli, 6 contrari (Stati Uniti, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda, Germania) e 26 astensioni, tra cui anche l'Italia. Ciò non ha cambiato l'esito finale. Il testo della risoluzione era stato duramente criticato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu e aveva portato all'interruzione della cooperazione dello Stato ebraico con l'agenzia culturale Onu. A far infuriare gli israeliani, però, è stata in particolare la decisione di usare esclusivamente il nome islamico per riferirsi al complesso della moschea di Al-Aqsa, ignorando il termine ebraico Monte del Tempio. Dire che "Israele non ha connessioni con il Monte del Tempio e il Muro del Pianto è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l'Egitto con le piramidi", si era indignato Netanyahu. La risoluzione parla di "Palestina occupata" e critica la gestione israeliana dei luoghi santi.

Non e' la prima volta che l'Unesco si trova al centro delle polemiche: i Paesi arabi hanno piu' volte promosso risoluzioni per mettere sotto pressione Israele e i suoi alleati. Lo Status quo - bisogna ricordare - venne di fatto messo in discussione dalla famosa passeggiata, nel settembre del 2000, di Ariel Sharon sulla spianata, che anticipava chi oggi rivendica il diritto degli ebrei a salire a pregare sul Monte del Tempio (come gli israeliani chiamano l'Haram al Sharif). "Negare, nascondere o eliminare qualsiasi delle tradizioni ebraiche, cristiane o musulmane mina l'integrita' del sito e contrasta con le ragioni che hanno giustificato la sua iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco". Mentre stamattina Danon in Consiglio di Sicurezza elencava tutte le occasioni in cui l'Onu, ad avviso di Israele, ha dimostrato una "sistematica faziosità anti-isrealiana", a Roma andava in scena una protesta organizzata dal Foglio. Parole che, secondo il Jerusalem Post, le avrebbero causato "minacce di morte".

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