Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Nel Cagliaritano, sequestrati beni per 2 milioni a dirigenti asl Carbonia

Finanza-Cagliari-auto Cagliari, la Guardia di Finanza sequestra beni e denaro per circa 2 milioni a funzionari pubblici ed imprenditori
Esposti Saturniano | 20 Ottobre, 2016, 01:56

Destinatari del provvedimento due dirigenti della Asl 7 di Carbonia e quattro amministratori di una società che opera in provincia di Cagliari che ha ceduto l'immobile. Complessivamente, le misure reali hanno riguardato un fabbricato, 6 terreni e 12 rapporti di natura finanziaria (tra conti correnti e titoli).

Secondo gli inquirenti, i due funzionari pubblici, abusando della loro posizione che permetteva loro di gestire ingenti somme di denaro pubblico, avevano illecitamente favorito alcuni imprenditori nell'acquisizione di un immobile da destinare a uffici della Asl. Ai due è stato contestato il peculato, in concorso con gli stessi imprenditori. È quanto hanno accertato i militari delle Fiamme gialle del Nucleo di Polizia tributaria di Cagliari che hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di due milioni di euro.

"Dagli esiti dell'attività ispettiva - sottolineano i finanzieri - è emerso in particolare, che l'alienazione dell'immobile aveva fatto maturare in capo alla società cedente una rilevante plusvalenza che, tuttavia, non era stata evidenziata in sede di dichiarazione dei redditi. veniva, pertanto, constatata la sottrazione all'imposizione diretta di una base imponibile di 3.070.496 euro". I quattro amministratori sono stati denunciati per dichiarazione infedele e anche per dichiarazione fraudolenta tramite fatture per operazioni inesistenti: avevano simulato la sponsorizzazione di un'associazione sportiva dilettantistica di Carbonia. Le indagini delle Fiamme gialle, a cui hanno preso parte anche gli uomini della Sezione di polizia giudiziaria, sono iniziate due anni fa ed hanno portato alla luce i "favori" fatti dai due funzionari agli amministratori della società, sovrastimando il prezzo dell'immobile del 30% e, come hanno spiegato le Fiamme gialle, "conseguendo un indebito arricchimento e cagionando un'ingente danno all'erario".

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