Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Almaviva: a Palermo protesta durante visita Premier

Almaviva, incontro al Mise su trasferimenti da Palermo a Rende Almaviva, 2 giorni di sciopero contro i trasferimenti: occupata la Cosmed
Esposti Saturniano | 20 Ottobre, 2016, 01:48

Domani in attesa del vertice romano sul nodo dei trasferimenti i lavoratori hanno deciso di tornare in piazza a protestare e organizzato due sit-in: uno davanti al call center di via Cordova nella mattinata, l'altro nel pomeriggio davanti alla prefettura a Palermo, in concomitanza con il vertice al ministero dello Sviluppo economico convocato dal viceministro Teresa Bellanova.(ANSA).

Nella vertenza Almaviva, sul tavolo ci sono ancora i trasferimenti di 135 lavoratori da Palermo a Rende. La vicenda gira attorno all'annunciato trasferimento di 154 dipendenti a Rende, in Calabria, dal 24 ottobre. Siamo pronti alla trattativa costruttiva ad oltranza ma non accetteremo condizioni ricattatorie.

Il prossimo 20 ottobre è prevista una nuova riunione al Mise e dovrebbe servire a sollecitare il committente Enel a garantire i volumi di attività e le tutele contrattuali idonei a sostenere i livelli occupazionali di tutti i lavoratori.

I problemi sollevati dal sindacato sono quelli noti: le gare al massimo ribasso, ancora praticate nonostante il Codice degli appalti, e le autocertificazioni sugli altri requisiti che di fatto rendono il prezzo il criterio determinante per assegnare le gare.

Sale il livello della protesta dei lavoratori di Almaviva.

L'azienda giudica "inammissibili le forme di protesta che si collocano fuori dalla legalità, come quelle in corso a Palermo". "Okkupata", "Lavoro e dignita'". "Se non si trova una soluzione su questa vertenza, oltre a perdere centinaia di posti di lavoro, ipotecheremo definitivamente la civiltà di questo paese". "Almaviva può mantenere gli operatori dell'ex commessa Enel qui per lavorare alle stesse commesse che già insistono su Palermo, come Tim e Alitalia".

"Il caso Almaviva è solo la punta dell'iceberg di quello che sta succedendo nel settore e ci sono buoni motivi per credere che l'intero settore, con i suoi 70/80.000 occupati, sarà in crisi nei prossimi mesi", ha spiegato al telefono Martina Scheggi, del dipartimento comunicazione della Slc-Cgil.

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