Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Rientra l'allarme carbonchio a Randazzo e Maniace

Allarme per l'epidemia di carbonchio sui Nebrodi ma non ci sono rischi alimentari Su Etna e Nebrodi è allarme antrace: strage di bovini
Evangelisti Maggiorino | 19 Ottobre, 2016, 23:21

Il carbonchio è una zoonosi causata dal batterio Bacillus anthracis (noto come antrace), un germe che produce spore che sopravvivono anche per anni nell'ambiente.

Con l'ordinanza n. 85 dello scorso 13 ottobre 2016, il Sindaco del Comune di Randazzo ha ordinato che il territorio comunale che rappresenta, fino al confine col comune di Bronte è "zona infetta" a seguito di manifestazione di carbonchio ematico. Generalmente si manifesta come malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, quali pecore, bovini, cavalli, capre e suini, ma può anche svilupparsi nell'uomo, per esposizione ad animali infetti, tessuti di animali infetti, inalazione di spore del batterio od ingestione di cibo contaminato da queste. A rischio sono gli allevatori e i veterinari che stanno provvedendo alla vaccinazione dei capi di bestiame della zona a rischio.

Per frenare l'epidemia, il primo cittadino di Randazzo, zona colpita dall'infezione, ha già emesso un'ordinanza con cui dispone il censimento degli animali infetti, vieta la macellazione e l'utilizzo del latte, ma anche gli altri sindaci delle aree limitrofe si sono attivati per predisporre provvedimenti analoghi. Le operazioni sono state condotte in maniera centrifuga a partire dalla sede del focolaio verso gli altri allevamenti, nel raggio di tre e cinque chilometri per creare un cordone sanitario a salvaguardia delle popolazioni animali e della salute pubblica.

"Abbiamo agito tempestivamente - afferma il manager dell'Asp di Catania, Giuseppe Giammanco -, in sinergia con i Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, l'istituto Zooprofilattico, i carabinieri del Nas e il corpo forestale. Con loro, in rete e ciascuno per le rispettive competenze, abbiamo condiviso procedure e percorsi Dalle mappature e dai rilievi effettuati possiamo affermare che le attività condotte hanno conseguito l'obiettivo prefissato, contenendo il fenomeno". Abbiamo rassicurato i sindaci dei quattro Comuni dell'area che la popolazione non corre alcun rischio. "La nostra presenza sul territorio è costante sia per le vaccinazioni, sia per attività di sorveglianza e di prevenzione". Inoltre i consumatori sono tutelati grazie alla tracciabilità e la provenienza delle carni, che deve essere certificata e ben visibile.

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