Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Occupata la sede di via Marcellini La società: "Protesta inammissibile"

Almaviva, incontro al Mise su trasferimenti da Palermo a Rende Almaviva, 2 giorni di sciopero contro i trasferimenti: occupata la Cosmed
Esposti Saturniano | 19 Ottobre, 2016, 23:00

Domani, invece, dalle 9 alle 13 è previsto un sit-in davanti la sede di via Filippo Cordova, mentre nel pomeriggio, dalle 16 alle 20, in concomitanza con il vertice al ministero dello Sviluppo economico, la protesta si sposterà davanti la Prefettura per "coinvolgere le istituzioni locali affinché contribuiscano alla soluzione della vertenza".

I lavoratori di Almaviva Contact hanno occupato il call center di via Marcellini a Palermo, dove si trova una delle due sedi della società, per protestare contro il piano di trasferimento aziendale di 150 operatori dalla Sicilia in Calabria. I trasferimenti (che riguardano complessivamente 300 addetti) sono previsti a partire da lunedì 24 ottobre. Non si può vendere al ribasso il lavoro e la dignità delle persone. Siamo pronti alla trattativa costruttiva ad oltranza ma non accetteremo condizioni ricattatorie.

Alla luce di queste determinazioni importanti, conclude Maurizio Rosso, "non riusciamo a comprendere come si possa pensare di chiudere due centri importanti come Campania e Lazio, oppure di trasferire i lavoratori di Palermo a Rende, decisione che lascia intravedere licenziamenti mascherati".

I problemi sollevati dal sindacato sono quelli noti: le gare al massimo ribasso, ancora praticate nonostante il Codice degli appalti, e le autocertificazioni sugli altri requisiti che di fatto rendono il prezzo il criterio determinante per assegnare le gare.

"Se non si risolve la questione entro breve, nel giro di qualche mese ci saranno 70-80mila posti a rischio" Queste le dichiarazioni rilasciate dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom, nel corso di un incontro informale dalla commissione Lavoro del Senato in merito alla vertenza Almaviva. Prezzi così bassi che hanno già convinto diversi compagnie italiane a disdire i contratti in Italia per migrare in Albania.

"La dirigenza di Almaviva sta giocando col fuoco - prosegue- La smetta di giocare con la vita di migliaia di donne e uomini, ritiri la procedura di chiusura delle sedi ed i trasferimenti coatti, torni al tavolo senza ricatti o si assumerà la responsabilità di quanto potrà accadere".

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