Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Isis perde un altro pezzo, cade la città simbolo Dabiq

Un combattente del Free Syrian Army a Dabiq Un combattente del Free Syrian Army a Dabiq
Evangelisti Maggiorino | 19 Ottobre, 2016, 21:27

Un villaggio relativamente piccolo, non lontano dalla frontiera turca e di limitata importanza strategica ma dall'altissimo valore simbolico perché qui, secondo una profezia dell'Islam sunnita, i musulmani del califfato avrebbero trionfato sui cristiani in un epico "scontro finale" prima dell'Apocalisse.

Il gruppo ha utilizzato il nome del villaggio per la sua rivista online in lingua inglese e tra aprile e maggio ha invitato circa 800 combattenti per difendere la città in seguito ai progressi compiuti dalle Forze democratiche siriane, formazione curdo-araba appoggiata dagli Stati Uniti.

In quel tragico crogiuolo di contraddizioni che è l'area compresa tra Siria, Kurdistan e Turchia oggi è accaduto un fatto importante, ma non si sa se contribuirà a rafforzare il fronte anti-Isis o a produrre nuove lacerazioni. Entrambi i centri si trovano a nord di Aleppo. "Il mito sbandierato dell'Isis della grande battaglia di Dabiq è crollato", ha affermato. Secondo lo stesso Esercito turco i ribelli si sono avvalsi dell'aviazione e dei carri armati turchi. Della vittoria si sono attribuiti il merito anche i combattenti di Fastaqim Kama Umirt (Unione Fastaqim) che hanno parlato di "violenti combattimenti".

A Mosul città invece si registrano numerosi incendi in quanto i jihadisti hanno dato alle fiamme i depositi di benzina per provocare alte colonne di fumo e ridurre la visibilità per i caccia che conducono i bombardamenti sulle loro postazioni. E dove, ricordano gli osservatori, è stato girato il video in cui veniva mostrata la testa di Peter Kassig, ostaggio americano decapitato dal "macellaio" dell'Isis Jihadi John nel novembre di due anni fa. A conquistare la città è stato l'Esercito siriano libero, una delle sigle dell'opposizione al presidente, Bashar al Assad.

A poche ore di distanza dall'evento, si è verificato, invece, un attentato kamikaze a Gaziantep, in un campus universitario, al confine con la Siria, in cui sono rimasti uccisi tre poliziotti e ferite altre otto persone (4 di loro siriane) durante un'operazione.

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