Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Aids: in Italia nel 50% dei casi la diagnosi è tardiva

Italia, il 15% dei portatori dell'infezione HIV non lo sa Aids, in Italia il 15% degli infetti ignora di essere malato
Machelli Zaccheo | 19 Ottobre, 2016, 21:11

Stando a quanto sostengono le recenti stime presentate e discusse nel merito dell'annuale Congresso Internazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) pare infatti che una percentuale abnorme di soggetti sieropositivi nel nostro Paese (pari al 15%) si trovi all'oscuro della propria condizione clinica e non sospetti nemmeno lontanamente che le prime anomalie organiche riscontrate possano essere riconducibili alla contrazione del virus, ritenendo l'eventualità impossibile, sempre a causa della scarsa informazione che avvolge le modalità del contagio. Allarmante la frequenza di nuove infezioni tra giovani maschi che fanno sesso con i maschi.

Nella metà dei casi, la malattia viene individuata in ritardo, e il 15% dei portatori dell'infezione Hiv non ne è consapevole. Quindi delle 90.000 persone in terapia o in contatto con i centri specializzati tra le 20 e le 30mila ignorano di essere infetti. Sul sito è tra l'altro presente lo spazio "L'esperto risponde", che ha l'obiettivo di creare un collegamento tra medico/personale sanitario e paziente, per superare quelle barriere di tipo psicologico, come stereotipi e pregiudizi, che possono scoraggiare le persone a rivolgersi all'ambulatorio dell'ospedale. Massimo Galli, vicepresidente SIMIT - presentano un andamento della malattia epatica più rapido. Uno dei temi caldi del momento è il poter estendere al massimo delle persone con coinfezione HIV-HCV, le terapie con farmaci anti HCV. "Tuttavia la malattia non e' sconfitta e alla sospensione della terapia segue di regola la ripresa della replicazione del virus e della progressione della malattia, che resta se non trattata inesorabilmente fatale". Di questi il 60% avviene in una fase tardiva di infezione.

Ha preso il via con l'attivazione di un sito internet dedicato il Progetto InfoHiv, promosso dall'Unità Operativa di Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera "San Giuseppe Moscati" di Avellino, allo scopo di promuovere una cultura di prevenzione dell'Aids attraverso campagne informative e l'offerta attiva del test per la diagnosi dell'infezione da Hiv. I nuovi casi, circa uno ogni 2 ore, negli ultimi due anni riguardano soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni.

Secondo il Bollettino del Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile, in Italia, a rapporti sessuali non protetti (l'84.1% di tutte le segnalazioni). Il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test HIV e il 5% delle persone che vivono con HIV non lo avrebbero mai detto al proprio partner.

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