Venerdì, 02 Dicembre, 2016

Taranto, Emiliano: studiamo come decarbonizzare la Puglia

Immagine notizia Ilva, parla Emiliano: “La salute umana è più importante della produzione”
Machelli Zaccheo | 19 Ottobre, 2016, 20:47

"L'industria dell'acciaio ha avvelenato Taranto ha prodotto ricatti e svenduto i diritti, ma per Emiliano non è l'acciaio il problema, ma solo il carbone e quindi il governatore della Regione Puglia, nel sostituire una fonte fossile con un'altra, spalanca la porta alla speculazione del gas per giustificare le scelte del suo partito a livello nazionale su TAP".

E una delle ragioni per cui bisogna stare attenti a non far perdere ruolo alle Regioni è esattamente questa: perché se la Regione Puglia non avesse il potere di interloquire su queste materie, questa discussione si sarebbe fatta in un piccolo studio di Roma dove avrebbero deciso qualunque cosa sullinteresse dei tarantini, mentre oggi la democrazia consente alla Regione Puglia e al Consiglio nazionale degli Ingegneri, che è un organo terzo, di cercare un approccio scientifico alla decisione politica.

Se il processo produttivo rimane quello di oggi, la città è destinata a morire, mentre la giustificazione della presenza del gasdotto TAP per una finta "decarbonizzazione" risulta fantasiosa perché non abbatterà le emissioni inquinanti, non definisce chi si accollerà il costo di queste conversioni di Ilva e Cerano, che molti esperti hanno già definito tecnicamente impraticabili, e non spiega come con questi extracosti tali attività possono risultare competitive.

Stiamo sostanzialmente verificando se sia possibile produrre acciaio senza utilizzare il carbone, carbone che in tutto il mondo miete vittime provocando morti premature in numero insopportabile. Se è così noi l'andremo a beccare questo qualcuno perché vuol dire che non è interessato al ruolo strategico dell'azienda. Il Presidente della Regione Puglia sottolinea l'assenza, seppur prevista nel programma degli interventi di Assoacciai e del suo presidente Gozzi: "l'assenza significa solo questo - dice - che non hanno alcuna proposta alternativa".

"Il caso vuole che -aggiunge- in Puglia stiano per arrivare 20 miliardi di metri cubi di gas: il gas ce lo fanno pagare piu' del carbone, mentre i danni che il carbone causa li fanno pagare alla collettivita' tarantina e al servizio sanitario pugliese".

Perciò Emiliano ha chiesto di incontrare al più presto il governo per discutere della proposta di decabornizzazione, "nessuno ci ha detto di no, anzi nessuno ci ha ancora risposto ma mi auguro di incontrare presto il governo per azzerare il danno alla salute dell'Ilva". Io ora ho bisogno di fare una riunione tecnica con il Governo sulla proposta per rendere meno pericolosa l'Ilva e ridurre il danno alla salute. "Riorganizzare il complesso processo produttivo del polo siderurgico di Taranto è possibile, anche e soprattutto in un'ottica di decarbonizzazione, sebbene per il momento, nell'attuale delicata fase di esame delle due offerte di Arcelor Mittal-Marcegaglia e di Acciaitalia, presumiamo che questo aspetto sia ancora secondario". "Io credo di sì e gli ingegneri oggi, in maniera tecnica e asettica stanno tentando di favorire il confronto tecnico". Ai lavori partecipa il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano. Ci pensavamo da tempo. Noi ingegneri suggeriamo di affrontarlo con un metodo diverso. Dall'altro noi tecnici che abbiamo il compito di analizzare le varie soluzioni per offrire alla politica un quadro di riferimento a partire dal quale dovrà decidere. La soluzione è nelle mani di Barbara Valenzano, custode giudiziario, e si tratta di un progetto attuabile in 18 mesi con 1,2 mld di euro, considerando i 5 mln di tonnellate attualmente prodotte come quantità da mantenere. Ci impegniamo pero' a lavorare affinche' le scelte siano fatte bene, che abbiano una sostenibilita' tecnica -.

"Questo impianto -ricorda Angelo Masi, consigliere del Cni- nei primi ha avuto una grande importanza per la città di Taranto, cresciuta sia in termini demografici che di reddito pro capite". Col passare degli anni, pero', abbiamo assistito a scelte urbanistiche sbagliate, accompagnate dal totale disinteresse nei confronti dell'ambiente, delle emissioni e della salute dei cittadini. L'Ilva, se ben gestita, potra' continuare a produrre senza avere effetti nocivi. "Il problema non è l'impianto in se ma il mancato rispetto delle norme di sicurezza". "Poi tocca alla politica la responsabilità delle scelte".

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