Martedì, 25 Giugno, 2019

Il primo trapiantato di pene, diventa papà

Trapianto del pene il primo paziente sta per diventare pap Il primo trapiantato di pene, diventa papà
Machelli Zaccheo | 19 Ottobre, 2016, 01:03

Un po' per scaramanzia, in parte per aspettare gli esiti a distanza, i medici si esprimono con cautela quando parlano del "primo tentativo" che ha consentito al giovane non solo di recuperare la piena funzionalità urologica e sessuale in appena tre mesi, ma anche - secondo quanto riferito dall'ambiente scientifico - di essere in procinto di diventare padre.

Ad annunciare il successo dell'operazione è stato Vincenzo Mirone, ovvero il segretario generale della Società italiana di urologia, segretario della Società italiana di urologia nel corso di un convegno dell'associazione a Venezia, nel corso del quale sono stati anche annunciati i dettagli dell'intervento.

"La chirurgia ricostruttiva ha fatto un vero miracolo - osserva Mirone - Le tecniche usate da Van Der Merwe e i suoi colleghi dell'università di Stellenbosch sono molto simili a quelle impiegate per il trapianto di faccia: la vera sfida, infatti, è riuscire a unire tra loro vasi e nervi dal diametro inferiore ai 2 millimetri".

Ha subito un trapianto di pene e ora, a meno di un anno da quella operazione, è stato reso noto che diventerà papà. Da dicembre scorso, il trapianto di pene è stato affrontato altre tre volte nel mondo, su altrettanti giovani. Intanto, a dimostrazione dell'assoluta riuscita del trapianto, la notizia che il paziente sta per diventare padre. Il ragazzo aveva perso l'organo sessuale a seguito di un'infezione scatenata da una circoncisione effettuata con strumenti chirurgici non sterilizzati.

Sono tre le operazioni eseguite su altri pazienti dopo il trapianto portato a termine in Sudafrica. Possono inoltre sottoporsi al trapianto i pazienti affetti da tumori rari del pene o anomalie genetiche e le vittime di ferite d'arma da fuoco che hanno riportato traumi agli organi genitali. Sembra proprio di sì. L'intervento microchirurgico è durato nove ore, ma visto il risultato ci sarebbe già una lista d'attesa di pazienti pronti a farsi operare. Soprattutto per gli uomini che vivono in Paesi dove il rito della circoncisione è comune e viene eseguito senza particolari precauzioni igieniche. In Africa, infatti, si contano centinaia di giovani rimasti vittime di traumi genitali per lo stesso motivo. "L'intervento, perciò, rappresenta una speranza per molti uomini che hanno una qualità di vita drammaticamente bassa e come unica alternativa l'uso di una protesi" conclude il professore. Nel giro di pochi anni la vita di un ragazzo 21enne è cambiata radicalmente, passando da una condizione di disabilità dell'apparato genitale alla piena riconquista delle funzionalità urologiche e sessuali.

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