Martedì, 25 Giugno, 2019

Catania, "dirottavano" i pazienti dai privati per la dialisi: 5 arresti

Catania, Catania, "dirottavano" i pazienti dai privati per la dialisi: 5 arresti
Machelli Zaccheo | 18 Ottobre, 2016, 20:34

All'alba di questa mattina i finanzieri del comando provinciale di Catania, a conclusione di un'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia etnea, hanno condotto agli arresti domiciliari cinque persone, tra dirigenti medici e imprenditori del settore sanitario. Tra loro anche Francesco Messina Denaro, 55 anni, procuratore speciale della Diaverum Italia Srl per la Sicilia, nato a Castelvetrano (Trapani), e parente con il noto boss Messina Denaro, poichè i rispettivi nonni erano fratelli. "Ciò che noi stigmatizziamo maggiormente - ha aggiunto Zuccaro - è il fatto che dei funzionari di strutture pubbliche non abbiano alcun interesse alla funzionalità dei loro centri ma cerchino addirittura di ridurre l'afflusso dell'utenza per sviarla verso imprese private alla cui gestione erano interessati direttamente o indirettamente e l'assoluta spregiudicatezza, per cui il paziente veniva considerato un cliente, un soggetto sulla cui salute lucrare". L'uomo é procuratore speciale per la Sicilia della Diaverum Italia Srl, società, con sede ad Assago (Milano), che gestisce centri di dialisi in tutta Europa.

Secondo le accuse gli arrestati sviavano pazienti dal settore pubblico a quello privato, per effettuare operazioni di dialisi, costituendo una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al compimento dei reati di corruzione e abuso d'ufficio. Probabilmente avremo anche avuto una riduzione dei costi che l'assessorato regionale alla Sanità avrà assegnato a queste strutture pubbliche in ragione del calo dei pazienti che ricevevano assistenza i queste strutture. Registrato un progressivo e sensibile aumento dei flussi di spesa pubblica erogati per il rimborso delle prestazioni effettuate dai centri privati. Dalle indagini non è emersa nessuna responsabilità penale da parte delle strutture ospedaliere di Catania dove prestavano servizio gli indagati. Agli arresti domiciliari, fra gli altri, sono finiti l'ex amministratore delegato, G. B. Sul volume d'affari del "sistema" il procuratore ha detto: "Non è facilmente quantificabile". Al centro del 'circuito corruttivo', insieme con la 'Diaverum' c'era anche la società 'Le Ciminiere', i cui centri dialisi sono risultati destinatari privilegiati dei pazienti dialitici, garantendosi così da un lato l'erogazione di cospicui contributi pubblici, pari a circa 40mila euro all'anno per paziente, e dall'altro l'acquisizione progressiva di quote di mercato tali da creare una posizione dominante nel settore dialitico privato della Sicilia orientale.

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