Martedì, 17 Settembre, 2019

A Cernobbio primo mercato con prodotti aziende colpite sisma

A Cernobbio primo mercato con prodotti aziende colpite sisma A Cernobbio primo mercato con prodotti aziende colpite sisma
Esposti Saturniano | 14 Ottobre, 2016, 23:26

In Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dallestero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari “Made in Puglia”.

"Oggi nelle aree terremotate nessuna goccia di latte viene più gettata grazie ad una mobilitazione straordinaria per garantire ogni giorno la mungitura e l'alimentazione delle mucche sopravvissute, raccogliere quotidianamente il latte su strade dissestate o chiuse, organizzare la trasformazione nella cooperativa dove è diretto ora gran parte del latte proveniente dalle stalle delle aree terremotate, da Amatrice a Norcia", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "da questo lavoro sono state ottenute le caciotte solidali che oltre 12mila italiani hanno acquistato nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove c'è stata la convinta partecipazione dei cittadini". È necessario che "la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell'economia, che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo". Il provvedimento fortemente sostenuto dalla Coldiretti "era stato anche annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina in occasione della Giornata nazionale del latte Italiano a Milano", organizzata proprio dall'associazione agricola.

La seconda:"Paese di condizionamento: nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato".

"Restano ancora alcuni dubbi da sciogliere in fase di applicazione della norma - spiega Rolando Manfredini, direttore dell'area sicurezza alimentare e produttiva di Coldiretti - Come ad esempio una maggiore definizione del termine condizionamento: di sicuro vi rientra il procedimento di scrematura, ma ad esempio il trattamento termico per l'Uht potrebbe anche essere considerato una trasformazione".

La Commissione europea sarebbe pronta a dare il via libera, tramite la procedura detta del 'silenzio-assenso', alla richiesta italiana di applicare un'etichetta con indicazione di origine obbligatoria per il latte e i prodotti lattiero-caseari. L'entrata in vigore del testo e' prevista a 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale e quindi 'auspicabilmente' a inizio 2017.

Il provvedimento riguarda - sottolinea la Coldiretti - l'indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari che dovrà essere indicata in etichetta. Nel caso in cui la produzione e le altre fasi di lavorazione avvenga in Paesi extra-Ue, si userà le diciture: "miscela di latte di Paesi non UE" per l'operazione di mungitura, "latte condizionato in Paesi non UE" per l'operazione di condizionamento, "latte trasformato in Paesi non UE" per l'operazione di trasformazione. Infine, se le operazioni avvengono nel territorio di più paesi situati al di fuori dell'Unione Europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata possono essere utilizzate le seguenti diciture: "miscela di latte di Paesi non UE" (operazione di mungitura), "latte condizionato in Paesi non UE" (operazione di condizionamento), "latte trasformato in Paesi non UE" (operazione di trasformazione). "Si tratta di un importante segnale di cambiamento a livello comunitario sotto la spinta dell'alleanza con la Francia che ha adottato un analogo provvedimento".

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