Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Roma 2016, Oliver Stone presenta Snowden: 'l'America vuole osservare tutto e tutti'

Roma 2016, Oliver Stone presenta Snowden: 'l'America vuole osservare tutto e tutti' Roma 2016, Oliver Stone presenta Snowden: 'l'America vuole osservare tutto e tutti'
Deangelis Cassiopea | 14 Ottobre, 2016, 18:17

"Credo che le informazioni che Snowden ci ha dato nel 2013 siano molto significative, ma anche molto difficili da capire per gli americani". Un ritratto inedito dell'ex impiegato della CIA che nel 2013 ha diffuso informazioni riservate, diventando il nemico numero uno del governo americano. Nel 2013, quando la questione uscì fuori, gli americani non avevano una grande considerazione di Snowden, lo consideravano un traditore della patria, spesso lo confondono con Julian Assange, il popolo non ha capito l'importanza di questa questione, il film cerca di dare dei chiarimenti, ma riconosco che è tutto molto complesso.

Si è da poco conclusa la conferenza stampa che ha visto come protagonista il grande regista Oliver Stone, il quale racconta con grande sicurezza e profonda conoscenza dei fatti come nasce il suo film "Snowden".

'Sì, abbiamo avuto qualche problema.

Il tutto nella stessa giornata dell'anteprima dell'ultimo film dello scomparso Andrzej Wajda, "Afterimage", del tosto all black "Moonlight" di Barry Jenkins ma anche della notevole storia di radicalizzazione di una giovane musulmana, della sua caduta nell'inferno e della salvezza raccontata in "Layla M.", presentato in Alice nella Citta.

Ci rilascia un commento sulla campagna elettorale per le presidenziali americane in corso di svolgimento? Stone appare piuttosto disilluso: "So che voi in Europa siete terrorizzati dalla possibile vittoria di Trump, ma io non credo che Trump abbia chances, non le ha mai avute. Non vedo uno spirito riformista in lei".

Quanto è stato coinvolto Edward Snowden nella realizzazione del film? "Tantissimo, ci ha aiutato molto con la sceneggiatura che ha letto due volte, dandoci dei dettagli sul set e informazioni tecniche che non avevo". "Non ne hanno compreso il significato, non si tratta solo di sorveglianza, con il film volevo rendere più chiaro il messaggio".

Il film di Oliver Stone racconta le motivazioni che hanno trasformato Edward Snowden (Joseph Gordon-Levitt) da un giovane uomo in carriera che voleva servire il suo paese in una sorta di spia. Poi, quando sono andato in America Latina all'epoca di Reagan ho visto che iniziavano il processo di invasione, ho riconosciuto lo stesso modello. I dialoghi delle scene "interne" all'organizzazione, nel film, ci sono stati forniti direttamente da Snowden.

Dobbiamo stare attenti, siamo tutti potenzialmente sospettati, magari per cose che oggi non costituiscono reato ma potrebbero esserlo in futuro. "La sua epilessia era una morte interiore, una malattia spirituale che emerge".

Infine Oliver Stone si lancia in una lunga tirata per chiarire i rischi della sorveglianza di massa denunciati da Snowden.

Sia io che lui credevamo fosse giusto sorvegliare i terroristi, ma poi è stato installato un controllo di massa. "L'NSA pretendeva di individuarvi un segnale spurio, la telefonata incriminata, ma non funziona così: tutti i casi di terrorismo sono stati risolti perché le persone già note, vedi Parigi, Orlando, Boston". Lo scopo di questo controllo quindi, per me, non è quello di colpire i terroristi, ma di controllarci tutti, d'influenzare la politica mondiale, l'abbiamo visto in questi giorni, in Siria, in Iraq, in Ucraina, perfino in Brasile. Poi c'è stata la guerra cibernetica iniziata nel 2007 in Iraq, immettendo mailware nei sistemi di diversi paesi, come Snowden scoprì in Giappone.

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