Martedì, 16 Luglio, 2019

Festa del Cinema della capitale, prende il via domani

Tom Hanks alla Festa del Cinema di Roma Tom Hanks alla Festa del Cinema di Roma
Deangelis Cassiopea | 14 Ottobre, 2016, 11:49

Alla fine dell'incontro l'attore statunitense, vincitore di due Oscar per "Philadelphia" e "Forrest Gump", protagonista di tre decenni di grande cinema e di film di straordinario successo come "Salvate il soldato Ryan", "Cast Away", "Il codice da Vinci" e "Il ponte delle spie", riceverà il premio alla carriera, il Lifetime Achievement Award, che gli sarà consegnato da Claudia Cardinale. Splash è uguale rispetto al 1988. Trump è una di loro. E' la libertà che rende liberi. C'è chi dice che sta per tornare Enrico Letta -e giù omaggi allo.zio.Gianni- chi sostiene addirittura che il futuro premier sarà lo stesso Franceschini. Il nostro paese si trova davanti a un bivio e come sempre ci sono ansia e timore, e non c'è dubbio che il mondo stia attraversando una fase significativa. Mi piacciono i film in cui il protagonista e l'antagonista hanno delle tesi valide, mi piace poter esaminare le differenze tra buono e cattivo. In The terminal l'idea era quella di omaggiare mio suocero, fuggito dalla Bulgaria e convinto che l'America fosse il miglior posto del mondo. A Roma è sempre stupito, come quando a Dave Letterman disse di non riuscire a credere come fosse possibile "avere l'asfalto delle strade con un pezzo di pietra diverso dall'altro", e provate a sondare l'umore dei tassisti col mal di schiena sui sampietrini.

LE DICHIARAZIONI - "Per Langdon, l'inferno del film è sia uno stato mentale quanto un'esperienza molto fisica - ha spiegato Hanks -, perché è distrutto dal dolore alla testa e torturato dall'ignoranza dei motivi per cui questo sia avvenuto". Il film di sicuro porta il peso di un'eredità importante, ma ha tutte le carte per sostenere il confronto con le precedenti pellicole dirette da Zeffirelli, Rossellini e Cavani.

Ecco le sue foto prima di recarsi in sala per l'incontro. "Non rifiuto a priori, ma ci deve essere una costruzione del personaggio degna di nota". E a proposito del cinema italiano, il 60enne artista del Massachusetts si esprime assai in favore di una collaborazione con un regista del Belpaese, "ho cenato una volta con Roberto Benigni, credo sarebbe splendido lavorare con lui. Mi piace l'idea che questi cattivi abbiano una psicologia e una logica contorta".

A ricordarlo sarà un documentario di Giorgio Treves e la presentazione del suo ultimo libro Incontri (Edizioni Sabinae, 172 pp) nella libreria dell'Auditorium, testimonianze di incontri e dialoghi di chi -e con chi- il cinema, l'ha fatto davvero. Non perde tempo sul set. "E' un uomo di poche parole". Tom Hanks si è divertito a fare ritorno al suo ruolo di Robert Langdon, perché non c'è niente di meglio che svelare un mistero: "Dan Brown ha creato un personaggio che può sempre essere chiamato in gioco - ha detto -".

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