Lunedi, 18 Novembre, 2019

In Guerra Per Amore: video e foto dal film di Pif

In Guerra Per Amore Pif racconta il patto tra Usa e mafia con il sorriso In Guerra Per Amore Pif racconta il patto tra Usa e mafia con il sorriso Di Giovanni Mercadante 12 Ottobre 2016
Deangelis Cassiopea | 14 Ottobre, 2016, 09:04

In guerra per amore fa parte della serata di preapertura del Festa del Cinema di Roma.

Il film infatti segue le vicende dell'italoamericano Arturo che per amore di Flora, interpretata da Miriam Leone, si arruola nell'esercito americano impegnato nello sbarco in Sicilia del 1943. Nell'attesa, puoi però intanto gustare tre clip che rappresentano un ottimo antipasto alla visione.

È quello che racconta In guerra per amore del regista siciliano, una sorta di prequel dichiarato de La mafia uccide solo d'estate. Lui è un siciliano emigrato in America per fare fortuna, ma che si ritrova a fare il lavapiatti nel ristorante di Zio Alfredo (zio di Flora); lei, anch'essa siciliana, è promessa sposa a Carmelo, figlio del potente boss Don Tano Piazza, non un boss qualunque, ma il braccio destro di Lucky Luciano.

Una storia curiosa che offre lo spunto per molti spunti drammatici, ma anche comici, perfetta per lo stile dolceamaro già mostrato da Pif con il suo primo lavoro dietro la macchina da presa.

Prodotto da Wildside con Rai Cinema e distribuito dalla 01 Distribution, sarà in tutte le sale a partire dal 27 ottobre prossimo. Tuttavia, l'ingranaggio principale che permette al secondo lungometraggio di Pif di mettersi in moto è il contesto storico in cui è incasellato: è il 1943, piena Seconda Guerra Mondiale, e il momento in cui le forze americane decidono di accelerare le operazioni di attacco contro il regime nazista sta vivendo le sue fasi conclusive e fondamentali.

"Raccontiamo una cosa che pochi sanno, perché quegli avvenimenti hanno cambiato il destino del nostro Paese", sostiene Pif. "Se noi viviamo in un Paese con questa mafia qua, con questa situazione qua, parte lo dobbiamo alle scelte fatte nel '43". Dove Pif torna a volare alto è nel finale, quando denuncia politica, ricostruzione storica e indignazione morale si intrecciano saldamente per ricordare agli spettatori di oggi le responsabilità e le connivenze che hanno soffocato e martoriato negli anni la sua Sicilia.

"Secondo Camilleri addirittura il 90% dei soldati americani che sbarcano in Sicilia sono di origine siciliana, quindi succedeva, ed è documentato, che il nipote bombardi la nonna, ora non per uccidere la nonna, però". Noi poi abbiamo un po' cancellato, anche perché, secondo me, non vogliamo ammettere che eravamo dalla parte del torto: noi eravamo dalla parte di Hitler.

"In un paese normale si sarebbe già fatto, ma l'Italia, si sa, non lo è".

"La nostra ambizione era dar vita – pensando con rispetto, umiltà e senso delle proporzioni – a un capolavoro come Tutti a casa di Luigi Comencini, e abbiamo cercato di farlo con una commedia ambientata durante la Seconda guerra mondiale".

"Non conoscevo questa storia, ho iniziato a studiarla circa due anni fa, mentre preparavo uno speciale sui 70 anni della festa della Liberazione", spiega Pif nelle note di regia del film.

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