Giovedi, 20 Giugno, 2019

Cementir: sindacati, stato agitazione contro 260 licenziamenti (2)

Lavorazione Natuzzi Lavorazione Natuzzi
Esposti Saturniano | 14 Ottobre, 2016, 04:43

Dopo lunga e difficoltosa discussione le parti, pur in presenza di una sollecitazione da parte della Direzione provinciale del Lavoro a procrastinare le decisioni aziendali di avviare i licenziamenti, non hanno raggiunto un accordo.

Da un lato i sindacati protestano, dall'altro l'azienda dice di aver fatto già il possibile.

La nota continua: "Per superare i ritardi nell'attuazione del processo di reindustrializzazione del territorio - che non dipendono in alcun modo dall'azienda, ma dal perdurare di una congiuntura economica difficile e dall'assenza di imprenditori terzi disposti ad assumere in loco - Natuzzi ha varato, lo scorso 14 settembre, un nuovo Piano Sociale, rafforzando il progetto di ricollocazione Assist (con aumento dell'incentivo per le aziende disposte ad assumere gli esuberi a tempo indeterminato) e incrementando l'incentivo all'esodo volontario". Per domani mattina alle 10, dinanzi ai cancelli della fabbrica a Santeramo Jazzitiello, i sindacati hanno indetto un'assemblea pubblica per decidere un programma di scioperi in tutti gli stabilimenti del gruppo.

Nonostante la crisi delle costruzioni, la Cementir Italia gode di ottima salute, come dimostra l'ultima acquisizione da parte della famiglia Caltagirone della concorrente Sacci, avvenuta a luglio, per un valore economico di 125 ml di euro, raddoppiando di fatto la propria capacità produttiva e raggiungendo il 18% del mercato italiano del cemento "ma è da luglio che aspettiamo di conoscere il piano industriale e l'unica risposta che abbiamo ricevuto sono tre procedure di licenziamento collettivo per 260 lavoratori" è quanto scrivono per le categorie nazionali di FenealUil - Filca Cisl -Fillea Cgil Fabrizio Pascucci, Salvatore Federico, Marco Carletti. Il prossimo 18 ottobre presso Unindustria di Roma si terrà il secondo incontro per discutere la vertenza.

La viceministro ha precisato che non sono pensabili altri dieci anni di ammortizzatori. Il Piano prevede l'utilizzo del sito produttivo di Ginosa e l'impiego a regime di circa 100 collaboratori. "Un cammino comune e condiviso che sta consentendo il ritorno alla competitività delle produzioni italiane, la salvaguardia occupazionale di 2.000 collaboratori e la riduzione del numero degli esuberi da 1.726 a 300".

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