Lunedi, 27 Gennaio, 2020

Roma 2024: Malago', non sarebero state Olimpiadi del mattone

Roma 2024: Malago', non sarebero state Olimpiadi del mattone Roma 2024: Malago', non sarebero state Olimpiadi del mattone
Cacciopini Corbiniano | 11 Ottobre, 2016, 05:13

Nell'ultimo assestamento di bilancio sono emerse maggiori spese per 235mila euro sul capitolo relativo ai fondi del Comitato Giochi del Mediterraneo e che, sotto forma di un debito fuori bilancio, "verranno scaricate sulle spalle dei cittadini pescaresi" spiegano i 5 stelle. Rispondendo alla domanda se "la candidatura di Roma e' clinicamente morta", dopo aver ricordato che domani alle 12.15 e' prevista una conferenza stampa, ha detto: "Ho promesso a Thomas Bach (presidente del Comitato olimpico internazionale, ndr) di aspettare martedi'".

Il Presidente Malagò ha accettato le richieste del Movimento 5 stelle che si dichiara pronto, inoltre, a presentare anche un esposto alla Corte dei Conti oltre alla già richiesta istituzione di una commissione speciale di inchiesta. Fiducioso nel potenziale attrattivo della città eterna, nonostante abbia sempre sostenuto che fosse una partita alla pari: "Diplomaticamente dicevo che avevamo il 25% di possibilità, ma la candidatura era molto forte". Con il Cio si e' creata una situazione che non e' certo positiva per il mondo dello sport italiano. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ai microfoni di 'Radio Anch'io lo Sport' su Radiouno, tornando sulle critiche che hanno portato il Comune di Roma, guidato dal sindaco pentastellato Virginia Raggi, a dire no alla candidatura della capitale per i Giochi Estivi del 2024. "Il Cio - ha sottolineato - si è comportato bene con noi e oggi si trova spiazzato rispetto a quel che è successo". "Nel nostro programma non si prevedono costruzioni". "Avremmo per esempio recuperato lo stadio Flaminio che è abbandonato, invece di costruirne uno nuovo" ha aggiunto il numero uno del Coni, o realizzato strutture smontabili.

Se l'appoggio del Comune si è interrotto, lo stesso non può dirsi per quello tecnico che resta vivo almeno fino alla prossima scadenza fissata per febbraio 2017, quando il dossier dovrà essere definito una volta per tutte.

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