Giovedi, 20 Giugno, 2019

Moscovici: rispetto voto referendum, ma in Italia servono riforme

Moscovici non pensiamo a deficit a 2,4 Moscovici non pensiamo a deficit a 2,4
Esposti Saturniano | 10 Ottobre, 2016, 17:49

"Stiamo lavorando fianco a fianco" con l'Ue, ha risposto a chi chiedeva commenti sulle dichiarazioni del commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici. "All'Italia verrà garantita tutta la flessibilità disponibile". "Ma la flessibilità potrebbe non essere abbastanza e non esclude la necessita di continuare a ridurre il deficit a livelli appropriati". E sull'ipotesi del 2,2-2,4% del Pil aggiunge: "Non sono i numeri che abbiamo in mente".

Il governo sta completando il piano di bilancio 2017 che sarà esaminato al Consiglio dei ministri di questo fine settimana. Il commissario Ue all'Economia, Moscovici, dopo il recente endorsement al premier Renzi sulle riforme, alla Cnbc chiarisce il senso delle sue parole, anche su eventuali concessioni sui conti pubblici.

"Non è una questione di aver il via libera" alla flessibilità. "L'Italia è un partner forte in Europa e questo significa anche mostrare che un Paese voglia dare un esempio". Tra domani e martedì si continuerà a lavorare sulle spiegazioni aggiuntive arrivate dall'Economia, che mettono l'accento sui moltiplicatori delle misure sugli investimenti per spiegare la fiducia nell'1% di Pil in più messo in calendario per l'anno prossimo. C'è stato un referendum e un voto che dev'essere rispettato ma che è anche deplorevole. "Lavoriamo nell'assoluto rispetto delle regole", ha puntualizzato Padoan. "Il governo - ha chiarito Pier Carlo Padoan - nella 'nota di aggiornamento' al Def ha posto il deficit al 2%". "Questo è il punto della situazione", ha concluso il ministro.

Quindi Moscovici interviene anche sul referendum costituzionale del 4 dicembre: "Sta agli italiani fare la loro scelta", "noi diciamo" che "in Italia c'è bisogno di forti riforme, che dipendendo dalla struttura dell'economia e del sistema giudiziario, e dal contesto normativo perché quando le istituzioni funzionano bene il sistema funziona bene".

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