Lunedi, 24 Giugno, 2019

"Sindrome delle dita grasse": la sterlina crolla ... per un errore sulla tastiera

Esposti Saturniano | 08 Ottobre, 2016, 13:33

Nella notte (in Italia) c'è stato un improvviso crollo della sterlina sul forex. Uno scivolone legato senza dubbio ai timori che il negoziato con l'Europa sulla Brexit si riveli più duro del previsto, come ventilato dal presidente francese François Hollande in un'intervista al Financial Times. Dover fare i conti improvvisamente con la realtà di una Brexit potenzialmente imprevedibile ha fatto precipitare i corsi del pound che è sceso sui minimi da 31 anni contro il dollaro e da 5 anni nel cambio con l'euro.

Gareth Berry, foreign-exchange e rate strategist alla Macquarie Bank di Singapore afferma che: "osservazioni del genere da sole non sono sufficienti a provocare una discesa di questa portata, ma una volta che inizia un movimento in queste condizioni di sottile liquidità, si può trasformare in una palla di neve in fretta", cioè diventerà sempre più difficile fermare questo tuffo. Poi ha recuperato rapidamente fino a quota 1,246, comunque in calo dell'1,2% a livello giornaliero, il che porta la perdita settimanale al 4 per cento. Dal voto Brexit la valuta Gb ha accumulato un deperezzamento di oltre il 15 per cento.

Va poi ricordato che il crollo e' avvenuto durante la cosiddetta "zona grigia" del trading, ricorda Chris Weston di Ig, ovvero "quella fascia di tempo in cui i grandi trader Usa vanno a casa mentre gli operatori in Asia tornano alle loro scrivanie". Hanno inquietato inoltre le battute di Downing street contro la politica monetaria della Banca d'Inghilterra "accusata" di non tutelare i ceti meno abbienti. Brutte notizie per tutti coloro che hanno investimenti denominati in sterline.

Gli analisti sono convinti che la divisa inglese subirà un nuovo deprezzamento alla luce dei primi scontri tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e la premier inglese Theresa May sul processo di uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

La settimana che si chiude è stata di autentica passione per il pound che ha perduto quasi il 5% grazie ai colpi inferti dalla signora May apparsa pronta a uscire anche dal mercato interno pur di impedire la libera circolazione dei cittadini Ue nel Regno Unito. È presto per parlare apertamente di crisi e per ritornare ai giorni drammatici del 1992 quando la valuta britannica uscì dal meccanismo di cambio europeo, ma la pressione cresce.

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