Martedì, 19 Novembre, 2019

Sofferenze, gli sforzi dell' Italia potrebbero non bastare

Banche,Fmi incalza governo italiano,sforzi potrebbero non bastare Sofferenze, gli sforzi dell' Italia potrebbero non bastare
Esposti Saturniano | 07 Ottobre, 2016, 12:13

"I titoli azionari delle banche restano sotto pressione quest'anno, riflettendo i timori degli investitori sulla redditività di medio termine alla luce del rallentamento della crescita e dei tassi di interesse" mette in evidenza il Fmi, secondo il quale i bilanci della "banche sono più forti di quanto non lo fossero prima della crisi ma la debole redditività è emersa come una sfida alla stabilità finanziaria per molti istituti". "Le autorità italiane hanno adottato un approccio su più fronti per rafforzare il sistema bancario italiano".

Il sistema bancario italiano deve rafforzarsi e risolvere in modo "sollecito e trasparente" il nodo dei crediti deteriorati. "Ciò include misure mirate a migliorare l'efficienza e la velocità delle procedure d'insolvenza giudiziali ed extragiudiziali; una garanzia pubblica sulle tranche senior dei crediti in sofferenza cartolarizzati; i fondi Atlante, sostenuti politicamente dal governo, finanziati e gestiti dal settore rivato; la riforma del trattamento fiscale delle perdite su finanziamenti". "Tuttavia - afferma lo studio - gli sforzi del Governo per facilitare il miglioramento del credito e l'acquisto delle sofferenze potrebbero non essere sufficienti". Lo afferma il Fmi, invitando le autorità a valutare la qualità degli asset delle banche piccole non soggette alla Bce e monitorare banca per banca gli ambiziosi target fissati per la riduzione degli Npl. Il settore, secondo l'Fmi, ha bisogno invece di profonde riforme strutturali, che, in Europa, migliorerebbero la redditività per oltre 40 miliardi di dollari l'anno.

Gli economisti dell'Fmi sono apparsi invece molto più circospetti nell'esaminare le difficoltà di Deutsche Bank, che in questi giorni hanno scosso i mercati finanziari internazionali e che lo stesso Fondo nei mesi scorsi aveva definito la banca globale con il più alto potenziale per creare rischi sistemici. Il Fondo monetario sembra schierarsi con la Banca centrale europea nella diatriba con i rappresentanti delle banche, che sostengono che le loro difficoltà vengono dalla politica dei tassi d'interesse troppo bassi.

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