Lunedi, 11 Novembre, 2019

Scoppia il caso call center Almaviva: altri 2.500 tagli

Scoppia il caso call center Almaviva: altri 2.500 tagli Scoppia il caso call center Almaviva: altri 2.500 tagli
Esposti Saturniano | 06 Ottobre, 2016, 22:13

Chiusura dei siti produttivi di Roma e Napoli con una riduzione del personale pari a 2.511 persone, di cui 1.666 riferite alla sede della capitale e 845 a quella del capoluogo campano.

All'interno di questa procedura è prevista la chiusura dei siti produttivi di Roma e Napoli e una riduzione di 2.511 unità, 845 solo nello stabilimento campano.

La procedura è stata annunciata oggi "in coerenza con quanto evidenziato nei tavoli di monitoraggio mensili".

Nei giorni scorsi i lavoratori Almaviva avevano lanciato un appello a Matteo Renzi con una lettera a lui indirizzata chiedendo di "ridare dignità ai circa 80 mila lavoratori dei call center, che ogni giorno, con professionalità e col sorriso sulle labbra, forniscono ai cittadini italiani assistenza di tipo amministrativo, tecnico e commerciale per conto delle maggiori aziende fornitrici di servizi del Paese". "Il gruppo dei call center attribuisce la decisione al rifiuto da parte delle organizzazioni sindacali di sottoscrivere lo specifico accordo sulla gestione di qualità e produttività individuale, impegno centrale e condiviso come vincolante in sede d'intesa, che nega inspiegabilmente una fondamentale leva distintiva per la qualificazione dell'offerta e il progressivo riassorbimento degli esuberi".

Oltre a questo, Almaviva lamenta un "mercato in costante deterioramento", tanto che sono almeno dieci le aziende del comparto chiuse negli ultimi mesi. "Inoltre, si e' certificato il perdurante andamento di gare ad evidenza pubblica bandite o aggiudicate a tariffe del tutto incompatibili con il costo del lavoro, dai casi piu' volte denunciati del servizio infoline del Comune di Milano e dello 060606 del Comune di Roma, fino alla recente gara per il servizio Recup della Regione Lazio con base d'asta sottostante i minimi contrattuali di qualsiasi contratto nazionale di lavoro". A Palermo, Roma e Napoli, con l'accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo economico, lo scorso 31 maggio, i lavoratori sono in solidarietà fino a novembre. Per garantire l'equilibrio aziendale e salvaguardarne la continuità, Almaviva Contact ribadisce di essere stata costretta ad intervenire per necessità. La società ha riferito che, negli ultimi quattro anni, l'azienda ha visto diminuire del 50% i propri ricavi, spesso a vantaggio di attività delocalizzate in aree extra UE, con un'aggiuntiva e rilevante accelerazione negli ultimi mesi.

"Le motivazioni addotte dall'azienda sono pretestuose e strumentali: è evidente l'assoluta inconsistenza delle presunte inadempienze sindacali quali causa della spregiudicata determinazione aziendale". Il leader Massimo Cestaro è netto: "Respingiamo con fermezza tale decisione, ribadendo che i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo".

Altre Notizie