Mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Ddl editoria, ok Aula Camera con 275 sì, diventa legge

Ddl editoria, ok Aula Camera con 275 sì, diventa legge Ddl editoria, ok Aula Camera con 275 sì, diventa legge
Esposti Saturniano | 06 Ottobre, 2016, 14:09

E' inoltre previsto l'uso di una quota, fino a 100 milioni di euro annui per il periodo 2016-2018, delle eventuali maggiori entrate da canone Rai in bolletta. La vera differenza sarà nella ridefinizione dei beneficiari delle sovvenzioni e nelle modalità di erogazione.

La legge contiene inoltre un'ampia delega al governo, che dovrà approvare criteri più stringenti per il ricorso ai prepensionamenti dei giornalisti e rivedere la procedura per il riconoscimento degli stati di crisi.

Nello specifico, le risorse del Fondo saranno destinati alle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti non aventi fini di lucro; editrici di quotidiani e periodici espressione delle minoranze linguistiche; enti senza fini di lucro; cooperative giornalistiche; associazioni dei consumatori a condizione che risultino iscritte nell'elenco istituito dall'articolo 137 del codice del consumo; quotidiani e periodici in lingua italiana editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero; imprese ed enti che editano periodici per non vedenti e per ipovedenti.

Stop ai finanziamenti invece per organi di informazione di partiti o movimenti politici e sindacali; periodici specialistici; imprese editrici di quotidiani e periodici che fanno capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa.

I contributi dovranno essere calcolati tenendo conto di un tetto massimo liquidabile a ciascuna impresa; del numero di copie annue vendute (comunque non inferiore al 30 % delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20% per le testate nazionali); della valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale. Sono previsti infine dei criteri 'premiali' per le imprese che assumono a tempo indeterminato gli under 35.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Amministratori, dipendenti e consulenti Rai non potranno percepire stipendi superiori ai 240 mila euro, tetto che non potrà essere superato anche qualora l'azienda dovesse emettere bond. È prevista una delega al Governo per la progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, garantendo il pluralismo delle testate in tutte le edicole, ma, dal primo gennaio 2017, assicurando tale garanzia solo alle pubblicazioni "regolari" nella periodicità, e registrate al tribunale e in occasione della prima immissione sul mercato.

"Viva soddisfazione per la rapida approvazione della legge di riforma del sostegno pubblico all'editoria cartacea e telematica" e' stata espressa dal segretario generale Uspi, Francesco Saverio Vetere.

È stata approvata dalla Camera dei deputati, in terza lettura e senza modifiche, la legge di settore sull'editoria. Soddisfatto anche il relatore della legge Roberto Rampi (Pd). Sul testo del ddl si legge: "imprese editrici che esercitano unicamente un'attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale". "Inoltre, il provvedimento interviene sulla qualità del lavoro del giornalista e sulla sua tutela professionale". Una legge per il settore era indispensabile e oggi, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, la legge cè, ma – trattandosi di una legge delega – è necessaria la rapidissima emanazione dei decreti attuativi”. Anche la Fnsi chiede che "si avvii immediatamente il confronto sui regolamenti, per non lasciare alibi a chi vorrebbe tenere congelati i contratti di settore". Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, dovra' ridefinire la platea dei beneficiari.

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