Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Santoro, programma "Italia": tracciare nuovo linguaggio

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Esposti Saturniano | 05 Ottobre, 2016, 23:54

Il titolo è tratto dal nome del dirigibile con cui il generale Umberto Nobile nel 1928 volò fino al Polo Nord, e infatti "con Italia lanciamo una spedizione quasi impossibile - dice Michele Santoro - riuscire a tracciare nella televisione italiana un linguaggio che ora non c'è".

Si tratta di un programma che ha un'impostazione spiccatamente cinematografica per il montaggio e le riprese.

"Il tema del reportage (di Francesca Fagnani e Micaela Farrocco) è il passaggio dall'illusione di poter diventare tutti ricchi fino al disincanto del sentirsi ricchi nello sballo di una notte, e di quanto sia per questo importante per il popolo giovane passare una settimana negli stessi luoghi frequentati dal jet set" prosegue la Rai. Ma intorno alle immagini si sviluppa anche un commento che non è assolutamente un talk show come è stato ampiamente ribadito dal giornalista.

Il "racconto" di Santoro si svolgerà tra Ibiza e Dubai e sarà una rilettura di "Tuttiricchi", lo Sciuscià, andato in onda nel 2001, che descrisse in profondità l'ideologia del berlusconismo. Macché, per Michele Santoro - nella sua nuova versione di renziano di ferro - l'editto fiorentino neppure esiste, anzi, di editto è rimasto solo quello bulgaro ma riconducibile ovviamente a chi non stava nella sinistra tanto cara a 'Michele chi'.

Si continua in ultimo: "La paura del terrorismo, l'inquietudine e il vuoto esistenziale si combinano con l'euforia di un 'meglio vivere una notte da leoni che cento da pecore'. Sono un uomo Rai, sono una creatura Rai", ha detto Michele Santoro presentando il nuovo programma. Regia di Alessandro Renna. "Scenografia Studio Castelli. Produttore esecutivo Sabina de Dominicis".

La seconda puntata di "Italia" andrà in onda il prossimo 15 dicembre pochi giorni dopo il referendum costituzionale. A corredo del documentario, Italia avrà anche una parte in studio con Michele Santoro alla conduzione e diversi ospiti chiamati a commentarlo: tra questi Flavio Briatore, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e quello di Napoli Luigi De Magistris. "Ma bande politiche organizzate al servizio di capi spregiudicati hanno fatto un uso propagandistico di questa opportunità e hanno operato consapevolmente per minare il nostro rapporto, per indebolire la fiducia che si era creata fra noi nel corso degli anni".

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