Venerdì, 22 Novembre, 2019

Brexit: il governo inglese vuole le liste dei lavoratori stranieri

Brexit: il governo inglese vuole le liste dei lavoratori stranieri Brexit: il governo inglese vuole le liste dei lavoratori stranieri
Evangelisti Maggiorino | 05 Ottobre, 2016, 22:06

Xenofobia pericolosa: questa l'accusa mossa dal partito laburista nei confronti del ministro degli interni britannico Amber Rudd, che a margine dell'annuale congresso del Partito Conservatore ha lanciato la proposta shock: liste di proscrizione per tutti i lavoratori stranieri della Gran Bretagna. "Non chiamatemi razzista" per questo, ha detto Rudd che intende "stanare" quelle società che abusano delle regole esistenti e "spingerle a comportarsi meglio".

In base alle proposte avanzate da Rudd - che durante la campagna per il referendum era peraltro contro la Brexit, come il grosso dei conservatori - le società che assumono fuori dal Regno Unito dovranno dimostrare cosa hanno fatto "per incoraggiare prima i candidati locali" e quale sia l'impatto delle scelte dei candidati stranieri sul mercato del lavoro locale. Secondo l'idea del ministro occorre "Svergognare" le aziende che privilegiano le assunzioni di stranieri. E ha ripetuto di voler far scendere "da centinaia a decine di migliaia" i nuovi arrivi, una promessa non mantenuta in passato né da David Cameron, né dall'attuale primo ministro Teresa May, che pure ha preceduto Rudd come Home secretary. "I voglio che il mondo degli affari pensi prima a persone istruite localmente, dove possibile.e collaborare con noi per fare in modo da avere una forza lavoro locale più preparata". Anche Lord Bilimoria, rettore della Università di Birmingham, ha espresso le sue critiche, definendo i piani di Rudd "assolutamente sconvolgenti".

"La proposta del governo sui lavoratori stranieri è una politica disgustosa che merita di finire nella spazzatura", ha affermato il leader dei Liberal Democratici, Tim Farrow.

Le proposte della titolare degli Interni non sono piaciute al suo compagno di partito Carmichael. Nei giorni scorsi Londra si è destata dal torpore post Brexit on le minacce del numero uno di Nissan-Renault, Carlo Ghosn, di sospendere gli investimenti nel Regno Unito se le vetture prodotte nel Paese saranno costrette a pagare un dazio per essere vendute nel resto d'Europa.

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