Martedì, 16 Luglio, 2019

La festa di San Francesco

Papa Francesco ad Assisi Questa la recente visita di Papa Francesco ad Assisi a settembre 2016 mentre si avvia a celebrare la solennità di San Francesco d’Assisi
Evangelisti Maggiorino | 05 Ottobre, 2016, 21:56

La sindaca di Torino era accompagnata dal presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. "La polis non è un campo di battaglia". Non ci sono i comunisti, i conservatori, i liberali, i radicali, i cattolici, gli ebrei, i musulmani... Sul campo, nel mondo, ci sono innanzitutto gli uomini.

È la quarta volta (le altre sono state nel 1940, nel 1957 e nel 1996) che tocca al Piemonte, dopo che nel 1939 Papa Pio XII nominò san Francesco d'Assisi Patrono d'Italia e da allora ogni anno una diversa regione italiana si reca in pellegrinaggio, nella solennità del Transito del Santo, portando in dono l'olio per alimentare la lampada che arde giorno e notte nella cripta della basilica a lui dedicata. Nessuno tradisca la fiducia della gente. Segue la processione alla Basilica superiore e la Benedizione all'Italia con la Chartula (la benedizione autografa di San Francesco) dal Cupolino della Basilica. Orgogliosi di essere qui.

Il Piemonte, la Regione più occidentale d'Italia, come dice il nome stesso è "ai piedi delle alte montagne", quasi un bacino naturale di raccolta delle grandi acque che poi si irradiano lungo la pianura in una ricca rete fluviale. La solidarietà verso gli ultimi è una priorità dei nostri giorni.

"Temi universali e di straordinaria attualità, quelli di Francesco - ha detto ancora Chiamparino -, che devono ispirare i comportamenti di chi ha responsabilità pubbliche per guidarli attraverso scelte difficili, forse impopolari ma soprattutto necessarie perché giuste". Abbiamo avuto la fortuna di ereditare una vita libera da conflitti.

Quindi il ministro Gianluca Galletti, in nome del governo italiano.

"E' stato per me un grande onore". Ma l'uomo ha bisogno di una pace che vada ben al di là dell'assenza di conflitti e che sgorghi dal dialogo e dall'incontro con il prossimo, specie con chi è diverso da noi per lingua, razza, cultura o fede. Non dobbiamo dimenticare gli avvenimenti che accadono nel villaggio globale. Questa Basilica è luogo riconosciuto di pace.

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