Venerdì, 14 Agosto, 2020

Theresa May vuole le liste dei lavoratori stranieri

Theresa May vuole le liste dei lavoratori stranieri Theresa May vuole le liste dei lavoratori stranieri
Evangelisti Maggiorino | 05 Ottobre, 2016, 19:02

Rudd ha dapprima precisato che lei non ha mai fatto riferimento a liste nominative, come aveva lasciato intendere oggi il Times in prima pagina, precisando che però "ci deve essere un dibattito su quali competenze vogliamo avere nel Regno Unito".

"Non chiamatemi razzista", ha detto la Rudd, giustificando il progetto e sottolineando che il provvedimento sarà preso solo per tutelare la manodopera locale e per "stanare" le aziende che non rispettano le regole. Il presidente della commissione Istruzione dei Comuni, il conservatore Neil Carmichael ha esortato la compagna di partito Rudd a "rivedere questa preoccupante politica.la gente che viene nel Regno Unito per lavorare duramente e che paga le tasse e contribuisce alla nostra società dovrebbe essere celebrata e non rimproverata".

Rudd, nominata ministra degli Interni a luglio, ha detto ieri al congresso del partito conservatore che per "cambiare la marea" dell'opinione pubblica sull'immigrazione, dopo il voto per lasciare la Ue, serviranno più restrizioni sul lavoratori e sugli studenti stranieri. A suo giudizio, le società non formano abbastanza dipendenti britannici e le regole che impongono di pubblicizzare le offerte di lavoro per 28 giorni in Gran Bretagna prima di rivolgersi all'estero vanno rafforzate. Inoltre, secondo alcune note al suo discorso al congresso, le aziende "dovranno chiarire quale percentuale della loro forza lavoro è internazionale".

Secondo la Rudd, l'attuale sistema non fornisce "chiari incentivi" a considerare propriamente i meriti dei candidati locali o a impegnarsi nella loro formazione.

In una intervista alla Bbc, a una domanda se pensa di pubblicare una "lista nera" delle aziende che hanno troppi lavoratori stranieri, Rudd ha risposto che "non è una cosa che faremo senz'altro", ma è "uno degli strumenti" in esame per "spingere la gente a comportarsi meglio". "Ma non penso che dovremmo essere penalizzati per aver fatto così finora quando erano richieste capacità specifiche". "Questo genere di politiche controverse non ha posto nella Gran Bretagna del Ventunesimo secolo".

Altre Notizie