Mercoledì, 14 Novembre, 2018

Analgesici, studio italiano: un uso frequente può provocare scompenso cardiaco

Analgesici, studio italiano: un uso frequente può provocare scompenso cardiaco Analgesici, studio italiano: un uso frequente può provocare scompenso cardiaco
Machelli Zaccheo | 05 Ottobre, 2016, 10:21

Uno studio sugli antinfiammatori ha dimostrato che l'uso di alcuni farmaci è utile per curare delle infiammazioni e il dolore, ma possono aumentare il rischio di creare disturbi ben più gravi.

LO STUDIO - Ora i ricercatori hanno analizzato 92.163 ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco di Italia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito e li hanno confrontati con più di 8milioni di controlli rispetto all'uso di 27 fans, di cui 23 tradizionali e 4 inibitori selettivi dell'enzima cicloossigenasi 2 (COX-2), noto anche come prostaglandina-endoperossido sintasi 2, prendendo in considerazione anche la relazione tra dosaggio e risposta.

Insomma gli analgesici come peraltro anche gli altri farmaci non vanno demonizzati tuttavia sono da utilizzare solo quando realmente se ne ha bisogno e gli anziani che sono maggiormente soggetti a patologie croniche dovrebbero servirsene solo quando strettamente necessario oppure valutare terapie alternative con i medici curanti. Si sa che i medicinali non sono privi di effetti collaterali, in alcuni casi però il rischio cresce ulteriormente in caso di un uso cronico e prolungato.

Lo studio del British medical journal si basa su un approccio a mio avviso sbagliato perché si tratta di un'analisi statistica ma non prova l'esistenza di alcun nesso fisiopatologico.

L'articolo "Non-steroidal anti-inflammatory drugs and the risk of heart failure: a nested case-control study from four European countries in the SOS projects" mostra i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di studio multidisciplinare e sovranazionale coordinato da Giovanni Corrao, professore di Statistica medica dell'Università di Milano-Bicocca.

È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal (BMJ), che ha rivelato un aumento di rischi di problemi cardiovascolari e di ricoveri ospedalieri in pazienti che assumono abitualmente farmaci antinfiammatori non steroidei. Soprattutto per i principi attivi tradizionali la probabilità di ricovero appare direttamente proporzionale al dosaggio, arrivando a raddoppiare alle dosi più elevate sperimentate. A finire sul banco degli imputati sono sette Fans più utilizzati (diclofenac, ibuprofene, indometacina, ketorolac, naproxene, nimesulide, piroxicam) e due COX2 inibitori (toricoxib e rofecoxib).Tutavia va precisato che il rischio di ricovero per scompenso cardiaco è fortemente correlato alle dosi utilizzate.

I FANS aumentano il rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca da 1,9 volte a 2,5 volte rispetto al placebo.

"Ci sono diversi studi che collegano questi farmaci ad un aumentato rischio di problemi cardiaci e questo lavoro lo conferma ancora una volta.Trattandosi di uno studio di popolazione ha il vantaggio dei grandi numeri ma sono inevitabili alcuni errori che possono essere dovuti, per esempio, alla selezione dei pazienti".

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