Martedì, 25 Giugno, 2019

Sole 24 Ore, Robiglio presidente Luigi Abete vice. Nomine pro-tempore

Economia					Sole 24 Ore conti in rosso. Squinzi si dimette Economia Sole 24 Ore conti in rosso. Squinzi si dimette
Esposti Saturniano | 03 Ottobre, 2016, 16:17

Ieri l'amministratore delegato Gabriele Dal Torchio ha comunicato alla società di aver ricevuto una lettera di dimissioni "irrevocabilmente sin d'ora e con efficacia immediata" di Squinzi e di quattro consiglieri.

Due giorni dopo, il 29 settembre, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, aveva assicurato "la disponibilità, per la percentuale di competenza, a valutare positivamente un'eventuale operazione di rafforzamento patrimoniale - finalizzata a ricostituire, fino al valore attuale, il capitale sociale nella misura in cui lo stesso potrà risultare eroso a seguito della esecuzione delle azioni che si renderanno necessarie per attuare il piano industriale - previo esame e condivisione da parte nostra dei termini, dei tempi e delle condizioni dei possibili interventi sul capitale".

Carlo Robiglio è il nuovo presidente pro tempore del consiglio di amministrazione del Sole 24 Ore. Carlo Robiglio ha sempre svolto la sua attività nel campo dell'editoria (è fondatore, presidente e Ceo del Gruppo Ebano Spa). Ieri sera, poi, sono arrivate anche le dimissioni di Maria Carmela Colaiacovo, che hanno portato a 6 (su 11) i componenti del cda, presidente compreso, che hanno lasciato l'incarico. Si tratta del presidente, Giorgio Squinzi, di Livia Pomodoro, di Claudia Parzani, di Carlo Pesenti e di Mauro Chiassarini. Gli stessi dimissionari hanno motivato la propria decisione "anche in considerazione della irrituale richiesta avanzata dal socio di maggioranza circa la preventiva disponibilità di tutti i". Mentre sul destino delle partecipate del Gruppo 24 Ore, ha risposto: "adesso vediamo il piano industriale, questo riguarda la gestione interna, io posso occuparmi della questione aumento di capitale ove dovesse servire". Risposta che, evidentemente, è stata considerata da più della metà del consiglio come una sfiducia. "È e sarà un asset fondamentale di Confindustria", ha sostenuto delineando un percorso che con "determinazione e serenità" riporterà i conti in utile.

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