Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Nipotino curato dal tumore, imprenditore dona 800mila euro al Gaslini

Nipotino curato dal tumore, imprenditore dona 800mila euro al Gaslini Nipotino curato dal tumore, imprenditore dona 800mila euro al Gaslini
Machelli Zaccheo | 02 Ottobre, 2016, 22:48

Protagonista un imprenditore di Verucchio (Rimini) di 72 anni ha in totale ha donato all'ospedale Gaslini di Genova 800mila euro per aver curato e salvato da un tumore al cervello il nipote. Alfredo Aureli, è questo il nome del generoso imprenditore romagnolo, ha poi proseguito sottolineando di non sentirsi assolutamente una persona speciale ma la sua speranza, sottolinea, è proprio quella che tale gesto possa arrivare al cuore di altre persone che, in futuro, possano decidere di comportarsi come lui. "Avevano diagnosticato a mio nipote, figlio di mia figlia, un tumore cerebrale - prosegue il racconto - all'ospedale di Bologna ci avevano detto che restava poco da fare. Da allora sono passati cinque anni: mio nipote frequenta la seconda elementare ed è un bambino felice" continua l'uomo. Secondo quanto si legge sul sito del Gazzettino, l'ospedale ha usato la somma per costituire una squadra di neuro-oncologia specializzata nel medullo blastoma. Per otto mesi il bambino rimase sotto costante osservazione e tutti i suoi cari furono costretti a soggiornare in quel periodo a Genova. I medici dell'ospedale pediatrico fanno sapere alla famiglia che con una chemioterapia molto forte, che avrebbe potuto dar luogo a delle complicanze, sarebbe stato possibile sconfigere. Eravamo rimasti colpiti, commossi, dalla grande umanità trovata al Gaslini.

L'imprenditore ha fatto una prima donazione di 500 mila euro quando la situazione del nipote era ancora definita incerta e le cure erano in corso. "I soldi sono stati spesi bene e così ho donato altri 300mila euro, questa volta a scatola chiusa". Ho nominato un comitato di controllo per verificare il buon uso del denaro. Sono serviti ad assumere un chirurgo oncologico, una neuroradiologa che rischiava di dover andare a lavorare all'estero e una psicologa. Il suo gesto era stata l'espressione di un aiuto a coloro che ogni giorno si dedicano con amore al proprio lavoro.

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