Lunedi, 24 Giugno, 2019

Conferenza Stato-Regioni: approvato decreto risorse per comparto cerealicolo

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Esposti Saturniano | 30 Settembre, 2016, 17:49

La misura prevede un aiuto di 100 euro ad ettaro per produttore nei limiti del regime "de minimis".

Approvato il decreto contenente i principi di ripartizione delle risorse del fondo di 10 mln di euro nel settore cerealicolo.

"Un lavoro di squadra - commenta l'assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, in qualita' di coordinatore della Commissione Agricoltura in Conferenza Regioni - portato a termine insieme a tutti i colleghi delle Regioni, delle Province autonome e in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali". Per le imprese e i produttori tutti e' una risposta concreta alle criticita' piu' volte manifestate. E' necessario un cambio di marcia in un'ottica di trasparenza dell'informazione ai consumatori, quando ancora un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che il consumatore lo sappia.

"É una notizia importante - dichiara il Ministro Maurizio Martina - l'approvazione del decreto che individua criteri e modalità di ripartizione del fondo previsto dal decreto enti locali". Nel giro di un anno le quotazioni del grano duro pugliese destinato alla pasta hanno perso il 43 per cento del valore mentre si registra un calo del 19 per cento del prezzo del grano tenero destinato alla panificazione.

Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, in occasione dell'annuncio fatto dal Premier Matteo Renzi che si è impegnato a fare in modo che venga essere riconosciuta come Made in Italy la pasta fatta con grano italiano, che non può essere pagato come 20 anni fa. Un impegno concreto e comune che valorizzi il lavoro dei nostri agricoltori e consenta ai produttori di pasta di approvvigionarsi sempre di più di grano italiano di qualità. "A pesare sono le importazioni in chiave speculativa che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e che influenzano i prezzi delle materie prime nazionali anche attraverso un mercato non sempre trasparente". In pericolo - precisa la Coldiretti - non ci sono solo la produzione di grano e la vita di oltre trecentomila aziende agricole che lo coltivano ma anche un territorio di 2 milioni di ettari a rischio desertificazione e gli alti livelli qualitativi per i consumatori garantiti dalla produzione Made in Italy.

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