Lunedi, 22 Luglio, 2019

Faenza riapre Emanuela Orlandi

Faenza riapre Emanuela Orlandi Faenza riapre Emanuela Orlandi
Deangelis Cassiopea | 30 Settembre, 2016, 17:36

Il 6 ottobre giunge al cinema la storia di Emanuela Orlando raccontata dal regista Roberto Faenza con il film "La verità sta in cielo". Nel film anche il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, che interpreta se stesso e Riccardo Scamarcio nei panni di Enrico De Pedis, detto Renatino, il boss della banda della Magliana.

Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, 15 anni, cittadina vaticana, figlia di un commesso della Prefettura della Casa pontificia, sparisce nel centro di Roma dopo una lezione di musica.

Trenta anni di ricerche vane, fiaccolate di solidarietà e indagini fosche, arrivate a coinvolgere intoccabili di varia natura, dal Vaticano alla Banda della Magliana fino a Mafia Capitale. Seppur accurato e dalla missione fortemente etica, cioè quella di riportare l'attenzione su un caso che è stato archiviato di recente, nel 2015, e sul quale il Vaticano non ha ancora desecretato importanti documenti di inchiesta, La verità sta in cielo risulta essere un film che ha più la dimensione didascalica della fiction rispetto a quella epica del grande cinema. Un barlume di speranza che diede alla famiglia della vittima l'illusione di una verità più vicina: "Avevo sperato che si aprisse la possibilità di una collaborazione, ma, da quel giorno, si è alzato un muro, più alto di quello di prima". E Faenza concorda, chiudendo anche con una battuta: "Il film pone una domanda: perché non rilasciare questo dossier di cui parliamo, dove sarebbe riportata la verità su questo caso?" Nell'ultimo metro per il regista ci potrebbe essere una chiave per proseguire: "La magistratura ha chiuso le indagini perché le prove non sono sufficienti per andare a processo, ma se leggete le 88 pagine dell'archiviazione ci sono dentro tutti gli elementi per andare a procedere". Rivedere sul grande schermo la ragazza che, per pochi attimi, interpreta Emanuela "mi ha fatto impressione, ma non mi dato l'idea di un'immagine lontana perché io mia sorella ce l'ho sotto gli occhi tutti i giorni". "Credo che Papa Francesco creda nella trasparenza, magari salterà fuori". Il regista ha quindi spiegato che "la famiglia Orlandi e Pietro mi sono stati molto di aiuto, ma senza i giudici non avrei fatto questo film". E' la Notariale a raccontare alla collega del giornale inglese cosa c'e' scritto nel suo libro, sottolineando le accuse che la Minardi ha lanciato a De Pedis, indicato come coinvolto direttamente nel rapimento e nello 'smaltimento' del cadavere di Emanuela Orlandi.

Faenza ci tiene a chiarire a più riprese che il film non è un attacco al Vaticano, e che lui ha tanti amici religiosi e che, come dice uno dei personaggi del suo film:"Nella chiesa convivono la parola di Cristo e l'anima del diavolo" ed è sicuramente "meglio il clamore del silenzio".

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