Lunedi, 14 Ottobre, 2019

La verità sta in cielo - Conferenza Stampa

La verità sta in cielo - Conferenza Stampa La verità sta in cielo - Conferenza Stampa
Deangelis Cassiopea | 30 Settembre, 2016, 12:17

Da ricercatore, così, il regista Roberto Faenza ha deciso di raccontare con fermo spirito documentaristico il caso in questione nel suo ultimo La verità sta in cielo, una storia thriller di giornalismo investigativo frutto di quattro lunghi anni di ricerche, come ha detto oggi anche lo stesso regista alla conferenza stampa di Roma.

Peccato perché con un plot di questo tipo e un cast stellare composto da Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Valentina Lodovini e Greta Scarano (veramente bravissima e irriconoscibile nel trasformarsi in Sabrina Minardi) ci si sarebbe aspettati qualcosa di più.

Roma. Il film su Emanuela Orlandi, la 15enne misteriosamente scomparsa 33 anni fa, è in uscita nelle sale. Riccardo Scamarcio interpreta Enrico De Pedis, il "Renatino" criminale che, quando viene assassinato dalla banda rivale della Magliana, verrà sepolto tra gli onori in una Cripta di Sant'Apollinare (proprio accanto alla scuola di musica frequentata da Emanuela) grazie all'amicizia con un prelato conosciuti ai tempi del carcere. Misteri inspiegabili, patti scellerati, che, secondo il film e secondo Pietro Orlandi, coinvolgono Papa Wojtyla e la natura stessa del suo Pontificato: "è indubbio - sostiene Faenza - che il povero Wojtyla abbia avuto bisogno di denaro per sconfiggere le dittature dei Paesi socialisti, ma anche che non fosse a conoscenza delle attività di Monsignor Marcinkus, direttore della Banca vaticana dello Ior". Una storia che ha aspettato 30 anni prima di essere raccontata.

Un lavoro fatto bene, interessante, ma che non si libra molto sopra i nostri cuori per intensità e maestria. Come nel film dice il fratello di Emanuela Orlandi, non sono gli scandali finanziari e nemmeno il ponte dei Frati Neri cui fu appeso il banchiere Calvi, a turbare il Vaticano, quanto un caso che ha per vittima una ragazzina innocente.

Il film 'La verità sta in cielo' "dice che la verità sta in terra". "La magistratura ha chiuso le indagini perché non ritengono le prove sufficienti per andare a processo, però se voi leggete le 88 pagine dell' archiviazione ci sono dentro tutti gli elementi per andare a processo". Manca un ultimo metro, il dossier che il Vaticano rifiuta di dare. E credo che Papa Francesco creda nella trasparenza, magari salterà fuori. Questo film abbozza una sorta di Guernika italiana, entrano bande di malviventi, mal affare, uomini più vicini all'inferno che al paradiso, banchieri, notai, tutta gente al di sopra di ogni sospetto.

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