Lunedi, 18 Novembre, 2019

Opec trova accordo: tetto a produzione di petrolio. E i prezzi volano

Opec trova accordo: tetto a produzione di petrolio. E i prezzi volano Opec trova accordo: tetto a produzione di petrolio. E i prezzi volano
Esposti Saturniano | 30 Settembre, 2016, 01:37

L'accordo preliminare raggiunto nel corso del meeting informale, in particolare, prevede il taglio collettivo della produzione dai 33,2 milioni di barili al giorno raggiunti ad agosto a livelli tra i 32,5 e i 33 milioni.

Noi ci aspettiamo che i prezzi restino tra i 45 e i 50 dollari fino al prossimo meeting Opec, vedremo allora, con i dettagli dell'accordo, quale sarà il risultato.

Sull'ICE Futures Exchange di Londra, il contratto del Brent con consegna a dicembre scende di 77 centesimi, o dell'1,61%, a 47,16 dollari al barile alle 4:41 ET (08:41 GMT). I paesi dell'OPEC, l'organizzazione dei principali paesi esportatori di petrolio, riuniti ad Algeri, Algeria, hanno deciso di tagliare la produzione di petrolio per la prima volta in otto anni, spinti probabilmente dalla fame di risorse fiscali di cui molti paesi hanno bisogno, in diversi casi, come il Venezuela, per motivi brutali di sopravvivenza.

Le trattative fra i membri OPEC sono in pieno svolgimento: venerdì scorso si parlava di un possibile accordo fra l'Arabia Saudita e l'Iran, ma l'ottimismo è poi scemato quando Ryadh ha escluso che il vertice riuscirà a trovare un compromesso fra i membri OPEC e membri esterni, come la Russia.

Si parla di un accordo storico, raggiunto ai margini del Forum Internazionale dell'Energia che è iniziato ad Algeri il 26 settembre per concludersi nella giornata di ieri 28 settembre.

Stamattina si tratta essenzialmente di ricoperture, dopo che le vendite avevano colpito i mercati future del petrolio alla fine della scorsa settimana.

L'OPEC non raggiungeva un accordo di questo tipo sulle modifiche alla produzione di petrolio da circa 8 anni.

Che cosa dobbiamo aspettarci nel breve termine? Tokyo chiude a +1.39% in tendenza con le borse americane e quelle cinesi che tuttavia approfittano meno del rinnovato clima di fiducia. "Voglio sentire dal ministro petrolifero dell'Iran che il paese non tornerà ai livelli precedenti le sanzioni".

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