Venerdì, 15 Novembre, 2019

Greggio, prezzi scivolano su prese profitto dopo accordo Opec su taglio produzione

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Esposti Saturniano | 29 Settembre, 2016, 21:12

I future novembre segnano ora 49,10 $/barile per il Brent (da 46,29) e 47,00 $/barile per WTI (da 44,37). In modo particolare, gli analisti si interrogano su come verrà stabilito il tetto massimo per ogni paese produttore dell'Opec e, soprattutto, se l'apposizione di una quantità massima sarà davvero fattibile.

Secondo gli esperti dei mercati, le possibilità che il vertice possa portare ad un'azione concreta per la riduzione dell'eccesso globale di scorte sono minime.

La causa principale del crollo è stata sicuramente la contrazione della domanda mondiale - legata al perdurare delle difficoltà economiche dell'Eurozona e al rallentamento dei grandi importatori di greggio come la Cina - e la sovrapproduzione causata dalla nuova autosufficienza di quello che prima era il più grande importatore al mondo: gli Stati Uniti che, attraverso la produzione home made di shail oil, ne hanno cominciato ad importare sempre meno.

Per Nitesh Shah, commodities strategist di ETF Securities, i giochi si faranno al meeting di Vienna del 30 novembre.

I prezzi del petrolio sono in calo con gli investitori che si chiedono se l'accordo raggiunto in sede Opec per tagliare la produzione - il primo dal 2008 - sia sufficiente a ribilanciare un mercato pesantemente in sovrabbondanza di materia prima.

La decisione è stata presa mercoledì 28 settembre al termine del vertice informale tenuto ad Algeri, dove i paesi produttori si sono confrontati alla ricerca di un'intesa che accontentasse le due nazioni rivali del cartello, Iran e Arabia Saudita. L'accordo può rappresentare un passo storico nelle relazioni fra Arabia Saudita e Iran. Questo significa che ulteriori aggiustamenti potranno e saranno fatti andando avanti. Solo nel 2014 il picco toccato dal prezzo del petrolio era stato di 100 dollari a barile.

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