Sabato, 21 Settembre, 2019

Più deficit e crescita lenta: il governo rivede le stime

Più deficit e crescita lenta: il governo rivede le stime Più deficit e crescita lenta: il governo rivede le stime
Esposti Saturniano | 28 Settembre, 2016, 11:23

Ecco una breve tabella che sintetizza l'andamento macroeconomico del triennio 2015-2017, con le previsioni aggiornate e, tra parentesi, quelle del Def di aprile.

E anche se in serata fonti europee si sono premurate di puntualizzare ad alcune agenzie di stampa che quelli tra governo italiano e Commissione "non sono negoziati e nessun numero è stato concordato", è prevedibile immaginare che il confronto ci sarà e eccome, una volta soprattutto che la legge di bilancio arriverà a Bruxelles entro il prossimo 15 ottobre. "Sarebbe da irresponsabili mettere sul mercato seconde tranche", gli ha dato manforte Matteo Renzi "non svendiamo niente perchè non abbiamo nulla da svendere". In ogni caso, ha concluso Renzi, "mostriamo l'ennesimo miglioramento" del rapporto deficit/Pil che era "al 3% nel 2014, al 2,6% 2015, del 2,4 nel 2016 e del 2" nel 2017, ritornando "ai livelli più bassi dal 2007". La crescita del Pil per il 2016 sara' rivista al ribasso e con ogni probabilita' dal +1,2% si scendera' al +0,8-0,9% mentre per il 2017 la stima dovrebbe essere fissata intorno all'1%, ben sotto il +1,4% previsto ad aprile.

Non solo una sorta di assist del Fondo monetario internazionale, secondo cui il patto di stabilità dovrebbe consentire "un marginale allentamento dei target di bilancio per contemplare i costi dei rifugiati nel breve termine", vista la quantità "senza precedenti" di arrivi in Europa (quello che ha sostenuto ancora Renzi, ricordando che "noi abbiamo fatto gli hotspot, blindato le frontiere a nord, ma non ci sono stati dagli altri i ricollocamenti"), ma anche le parole del commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici. Il debito pubblico a fine anno salirà al 132,8% e dunque il calo è rimandato all'anno prossimo al 132,2%. Quest'anno si chiuderà con un +0,8, il prossimo si potrà arrivare all'1 solo in via programmatica, per effetto appunto di riforme e misure di stimolo. E' quanto prevede la Nota di aggiornamento del Def. "Il debito/Pil non scende, lo ammetto io, - ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan - le previsioni di inflazione erano troppo ottimistiche". L'attesa inversione di tendenza è rinviata almeno di un anno. Dal 132,3 per cento del 2015 risalirà quest'anno al 132,8 per scendere al 132,2 nel 2017. Pur con questi vincoli, il governo potrebbe comunque sfruttare per il terzo anno consecutivo una dose di flessibilità (non legata alle clausole di riforme e investimenti ma agli eventi eccezionali) salvaguardando in qualche modo l'obiettivo di una discesa del disavanzo strutturale, ovvero considerato al netto dell'andamento (non favorevole) del ciclo economico e delle voci una tantum.

"Le spese sanitarie saranno maggiori rispetto al 2016". Di conseguenza ci sarà meno spazio in particolare per venire incontro ai cosiddetti "precoci" ovvero quei lavoratori che hanno iniziato la propria attività prima dei 18 anni.

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