Martedì, 12 Novembre, 2019

Perché Amatrice ha querelato Charlie Hebdo

Evangelisti Maggiorino | 25 Settembre, 2016, 21:50

"La satira è una cosa, l'insulto a una comunità un'altra".

Il Comune di Amatrice ha depositato questa mattina, presso la procura del tribunale di Rieti, una denuncia-querela per diffamazione aggravata relativa alla vicenda delle vignette pubblicate dal periodico francese Charlie Hebdo. Per il legale "si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale".

"La morte è sempre tabù".

Quello che però risulta inaccettabile, per quanto purtroppo la satira sia una 'materia' senza regole, è la sfacciataggine con la quale il giornale francese satirico, Charlie Hebdo, sta descrivendo a suon di colori e frasi taglienti il dramma del terremoto.

Dopo la risposta risentita degli italiani, la rivista, famosa per le sue vignette provocatorie, oltre che dissacranti, ne ha pubblica un'altra. Bastava aspettare una settimana ed eccola qui, l'occasione satirica perfetta: sull'edilizia pseudoantisismica in Italia, sugli sprechi e le furbate nell'esecuzione dei lavori e sulla faciloneria nei controlli nelle zone più a rischio, Amatrice compresa, ne stanno venendo fuori di tutti i colori (tipo che nella famosa scuola crollata a pochi mesi dalla ristrutturazione i soldi erano stati impiegati più nel riscaldamento a pavimento che nella messa in sicurezza dell'edificio) e il Comune laziale, fra tutti quelli con cui potrebbe giustamente prendersela, chi denuncia?

Se si scava poi fra i saggi accademici ci si ricorda anche che il riso è definito da molti studiosi come "un atto aggressivo" e per alcuni antropologi "la fenomenologia della risata sarebbe un'evoluzione umana del digrignare i denti degli animali". Ma come si sentirebbero a Charlie Hebdo se adesso noi scrivessimo, su uno dei nostri quotidiani "L'attentato del 7 gennaio 2015 ve lo siete cercato"? Il legale aveva sottolineato che "la critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere satira", aggiungendo che le due vignette "offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice".

Altre Notizie