Mercoledì, 17 Luglio, 2019

"Prima i nostri" vola alle urne

No ai lavoratori stranieri il voto in Ticino scatena la bagarre "Prima i nostri" vola alle urne
Evangelisti Maggiorino | 25 Settembre, 2016, 19:23

Di segno opposto il voto sul controprogetto proposto dal Gran Consiglio (il parlamentino cantonale) che registra un 57,4% di bocciature, 36,6% di consensi e 6% di astenuti.

Da parte sua, il deputato varesino del Pd Angelo Senaldi ricorda che "già la mozione approvata in parlamento nel mese di febbraio, a proposito dell'accordo fiscale italo-svizzero che modifica la tassazione sui frontalieri, poneva come vincolo l'assenza di discriminazioni nei confronti dei lavoratori frontalieri, impegnando il governo a far che venissero superate le discriminazioni presenti e che non ne fossero introdotte di ulteriori". Inoltre, ci sono professionalità come quella storica nell'edilizia, nel settore della panificazione e della pasticceria o quelle più recenti nelle professioni sanitarie e socio assistenziali (ospedale cantonale di Locarno, cliniche Hildebrand a Brissago, Santa Chiara a Locarno, case di riposo San Giorgio a Brissago e Bel Tramonto ad Ascona) non reperibili sul mercato del lavoro locale per mancanza di formazione professionale e corsi di studio (infermieri, fisioterapisti) in Ticino. Stando a quanto è emerso dai risultati referendari, il 58% degli abitanti del Canton Ticino ha votato per apporre un limite agli ingressi di "non cittadini" in Svizzera per lavoro. I pendolari della Lombardia e del Piemonte che quotidianamente varcano il confine sono ritenuti responsabili del fenomeno di ribasso generalizzato dei salari. Quella consultazione è rimasta finora lettera morta. L'iniziativa referendaria, che si chiama "Prima i Nostri", è stata promossa dalla dalla destra nazionalista Udc con il sostegno della Lega dei Ticinesi.

Milano, 24 set. (AdnKronos) - Se domani al referendum nel canton Ticino vincerà chi chiede che sul mercato del lavoro vengano privilegiati gli svizzeri rispetto ai transfrontalieri in arrivo dai Paesi confinanti, "le conseguenze dovranno essere drastiche". Al cantone si chiede quindi di impedire i licenziamenti per sostituzioni discriminatorie fra manodopera indigena ed estera e di intervenire contro le sensibili diminuzioni salariali causate un afflusso indiscriminato di manodopera estera.

Il controprogetto all'iniziativa 'Basta contro il dumping salariale' godeva di un approccio partitico trasversale. I cittadini della confederazione hanno invece approvato la Legge sulle attività informative, per una maggiore trasparenza sulle attività d'intelligence.

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