Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Università, le#39;anatema di Cantone: "Fuga di cervelli legata alla corruzione"

Università, le#39;anatema di Cantone: Università, le#39;anatema di Cantone: "Fuga di cervelli legata alla corruzione"
Evangelisti Maggiorino | 24 Settembre, 2016, 01:47

"Siamo subissati di segnalazioni su questioni universitarie, specialmente sui concorsi", è la doccia fredda che Raffaele Cantone, presidente dell'Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), regala all'istituzione universitaria italiana durante lo svolgimento del convegno nazionale dei responsabili amministrativi delle università, a Firenze. Una discrezionalità che significhi "dare conto ai cittadini, non solo gli studenti, ma tutti i cittadini perché l'università è il nostro futuro". Entrambi i titolari sono figli di professori delle altre università. Le classifiche internazionali, purtroppo, in questo senso, e se non ci premiano una delle cause sta anche in una serie di vischiosità del sistema universitario. Per il responsabile dell'Autorità la corruzione è "un sistema anticoncorrenziale che nega spazi all'innovazione e al merito". "E questo apparire costituisce un danno enorme per il nostro Paese". Perplessa invece l'ex ministra Maria Stella Gelmini, la cui riforma è stata oggetto delle critiche di Cantone: "Mi spiace che un uomo come lui pensi che un ministro debba chiudere gli occhi di fronte a tanti casi di parentopoli e raccomandazione negli Atenei".

Agenpress - "L'Anac è subissata di segnalazioni di presunti casi di corruzione negli atenei italiani, soprattutto per quanto riguarda i concorsi". Per esempio, ha istituzionalizzato il sospetto: "l'idea che non ci possano essere rapporti di parentela all'interno dello stesso dipartimento, il che ha portato a situazioni paradossali". "Credo che questo sia uno scandalo e che lo sia il fatto che si sia stati costretti a fare questa operazione; se tutto avvenisse in trasparenza, la legge che nasce dalla logica del sospetto è una legge sbagliata". "La riforma - ha aggiunto Gelmini - aveva l'obiettivo di rendere i concorsi meno discrezionali, super partes e orientati alla meritocrazia".

Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione nell'ultimo governo Berlusconi, a stretto giro si è detta "stupita dalle parole di Cantone". "Mi pare che siano risultati effettivamente ottenuti". Evidentemente a Cantone ne sarà sfuggita la lettura.

Il presidente dell'autorità anticorruzione ha sottolineato che "fino a quando noi ci ritrarremo per la paura rischieremo di non diventare mai un Paese normale". Cantone ha voluto precisare di non volere entrare "in polemica con il sindaco Virginia Raggi (che peraltro ha motivato il no più con considerazioni più ampie, dall'opposizione a una "colata di cemento" alle difficoltà di bilancio del Comune di Roma, ndr)".

Per questo l'Anac ha annunciato che proverà a studiare delle linee guida che consentano una certa discrezionalità, senza che questa possa scadere nell'arbitrio. "Ovviamente, le preoccupazioni espresse sono ingiustificate visti i precedenti".

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