Martedì, 18 Giugno, 2019

Raggi a pranzo invece che da Malagò: ecco dove era la sindaca

Il probabile no della Raggi allo stadio della Roma il progetto Pallotta rischia il naufragio Raggi a pranzo invece che da Malagò: ecco dove era la sindaca
Esposti Saturniano | 23 Settembre, 2016, 22:36

Ha vinto la forza movimentista e ha perso quella dialogante curata da Luigi Di Maio.

"Non ipotechiamo il futuro dei romani - ha detto Raggi - non ce la sentiamo". "Abbiamo finito per tempo, prima di pranzo era tutto finito, alle 13.30 al massimo", ha detto il ministro dei Trasporti Graziano Delrioalla conduttrice di 'Otto e mezzo' Lilli Gruber su La7 che gli chiedeva se avesse 'sequestrato' lui la sindaca di Roma Virginia Raggi, che nel pomeriggio non ha incontrato il presidente del Coni Malagò spiegando di essere in ritardo per un impegno istituzionale. (...) Una messinscena, questa o un'altra, era stata del resto studiata (era da giorni che si organizzava qualcosa di "mediaticamente eclatante"), e serviva a due cose. "Ci ricordiamo bene come sono andati i Mondiali di nuoto del 2009".

In Campidoglio "siamo entrati alle 14.23, dalla stradina laterale, e ci hanno fatto accomodare nel salottino del sindaco, nella sua stanza", ha raccontato Malagò in conferenza stampa, "C'era il suo portavoce (che si chiama Teodoro Fulgione, ndr) e abbiamo cominciato a parlare, del più e del meno". E aggiunge: "Sul debito delle Olimpiadi '60 sono state dette falsità, bugie per populismo. Noi siamo amministratori pubblici, è chiaro che abbiamo avuto dei fondi tramite una legge dello Stato e siamo soggetti ai controlli del Mef quindi giuridicamente ed economicamente è evidente che dobbiamo girare l'azione di responsabilità verso gli amministratori che firmeranno quella delibera", chiude Giovanni Malagò. Esempio Amburgo e Boston. Poi l'appello alla pancia della città.

Raggi, dopo aver spiegato che il no alla candidatura non è mai stato in discussione ("C'era la tregua olimpica dovuta a Rio, abbiamo solo rimandato una scelta già presa"), ha garantito che la Giunta, pur senza il fiume di denaro di Roma 2024, si impegnerà per sistemare le strutture sportive esistenti. "Assolutamente no", ha proseguito Raggi tra gli applausi della platea. "Non ci servono altre cattedrali nel deserto - ha aggiunto Raggi - i romani ce lo hanno detto".

Poi il presidente del Coni, che potrebbe chiedere i danni al Campidoglio, si è tolto un sassolino dalla scarpa dando implicitamente degli incompetenti ai vertici del Comune. Su tante cose, sul mondo dello sport, bisogna prima sapere di cosa si parla.

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